Diversificare investimenti | Tutto quello che devi sapere

Cosa vuol dire diversificazione e come diversificare il portafoglio di investimento


Esempio di diversificazione nella vita quotidiana

Dove hai nascosto i contanti l’ultima volta che sei andato in vacanza? 

Li hai messi tutti nel portafoglio o ne hai messi un po’ lì e un po’ in valigia?

Se hai suddiviso i tuoi soldi tra portafoglio e valigia hai applicato uno dei principi cardine della diversificazione: la diversificazione “geografica”.

Diversificando la location del tuo asset (il contante, il cash) tra portafoglio e valigia hai ridotto del 50% le probabilità di perdere tutto il tuo capitale.

Ti rubano o perdi il portafoglio? Hai ancora il 50% del capitale al sicuro nella valigia.

Ti perdono la valigia? Hai ancora il 50% del capitale al sicuro nel portafoglio.

Facciamo un piccolo passo avanti.

Se ti dicessero che all’aeroporto perdono in media 1 valigia su 10, suddivideresti comunque il tuo capitale a metà?

Probabilmente NO, magari ci metteresti solo il 20% dei soldi che hai a disposizione. Un 40% lo metti nello zaino e il 40% nel portafoglio. Cosa stiamo facendo adottando questo approccio? Stiamo riducendo il rischio di perdita, trasferendo del capitale da un’asset rischioso, ad uno meno rischioso (dalla valigia allo zaino). Contemporaneamente, aggiungendo una nuova “location per il nostro capitale” stiamo riducendo la perdita massima possibile. Prima era del 50%, ora è del 40%.

Spero che con questo esempio di diversificazione del capitale nella vita quotidiana i concetti fondamentali ti siano un po’ più chiari.

E’ arrivato il momento di andare oltre e di parlare di diversificazione applicata agli investimenti finanziari.

Che cos’è la diversificazione?

La diversificazione è una strategia di gestione del rischio che consiste nel combinare un’ampia varietà di investimenti all’interno di un portafoglio. Un portafoglio diversificato combina un mix di diversi tipi di asset (azioni italiane, azioni americane, titoli di stato europei o cinesi, ecc) e strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, fondi di investimento, materie prime, derivati, ecc) allo scopo di limitare l’esposizione alle oscillazioni nel valore del singolo asset. 

La logica alla base di questa tecnica è che un portafoglio composto da diversi tipi di asset produrrà, in media, rendimenti a lungo termine più elevati e ridurrà il rischio rispetto all’investimento nel singolo titolo.

Le partecipazioni in portafoglio possono essere diversificate non solo tra le diverse asset class, ma anche all’interno delle asset class stesse, investendo nei mercati esteri e nazionali. L’idea è di fondo è che nel lungo termine le performance positive bilanceranno le performance negative delle singole aree del portafoglio.

Come diversificare gli investimenti per ridurre i rischi

In termini pratici, diversificare un portafoglio di investimento significa investire in strumenti finanziari il cui andamento dei prezzi segue andamenti tra loro non correlati, cioè indipendenti tra loro.

Se hai già iniziato ad investire, probabilmente ti sarai reso conto che molte volte se un un indice di borsa, come l’S&P500, che segue le 500 più importanti aziende americane, perde il 2%, con ogni probabilità anche l’azienda americana in cui hai investito è in rosso.

Questo concetto è detto correlazione è alla base della costruzione di un portafoglio ben diversificato.

La correlazione può essere descritta in modo matematico, e calcolata tramite apposite procedure, ma per oggi ti risparmio la lezione di statistica! Se vuoi approfondire però, puoi trovare più informazioni nella mia guida alla costruzione del portafoglio. Per questo articolo però ci limiteremo a parlare di come diversificare il portafoglio.

Tornando al discorso correlazione, come ti ho raccontato in questo articolo sul ciclo economico, le azioni, le obbligazioni e le materie prime hanno performance diverse nelle 4 fasi del ciclo.

Performance-asset-class-ciclo-economico

Le azioni rendono al massimo nelle fasi di ripresa ed espansione del ciclo economico.

Le obbligazioni nelle fasi di depressione e ripresa. Le materie prime nelle fasi di espansione e recessione.

Asset classDepressioneRipresaEspansioneRecessione
Materie prime1232
Obbligazioni3212
Azioni2321

Questa è la ragione per cui dovresti avere tutte queste asset class dentro il tuo portafoglio! Quando una va male, l’altra sostiene il tuo portafoglio, e a lungo termine la media dei rendimento è sempre la stessa!

Non è un caso che nei portafogli ben diversificati non ci sia mai solamente l’azionario o solamente l’obbligazionario. Per fare una torta buona servono tutti gli ingredienti!

Oltre a diversificare tra azioni, obbligazioni e materie prime dovresti diversificare anche all’interno della stessa classe .

Un portafoglio composto al 50% azioni Google e al 50% titoli di stato italiani, è meglio che un portafoglio 100% azioni Google o 100% titoli di stato italiani dal punto di vista della diversificazione. Ok, rispetta la regola di diversificare attraverso diverse asset class, visto che investe in azioni e obbligazioni, ma è comunque un portafoglio molto poco diversificato.

Ti ricordi l’esempio dei soldi nel portafoglio e nella valigia che ti ho fatto all’inizio? Quale è stata la soluzione per ridurre il rischio del portafoglio? Aggiungere una nuova posizione per i nostri soldi (lo zaino). In altre parole, aumentare il numero di elementi!

Quindi oltre ad azioni Google e titoli di stato italiani, nel tuo portafoglio potresti aggiungere anche azioni Eni o Evergrande e titoli di stato americani e cinesi.

Ogni singolo strumento che aggiungi aumenti le probabilità che quando il prezzo di una posizione scende un’altra salga. L’importante però è che appunto i prezzi dei tuoi titoli (dei tuoi asset) si muovano in maniera poco correlata. E’ per questo che ti ho citato come esempio: 

  • Google, una società tech americana che lavora in tutto il mondo
  • Eni, una società italiana che lavora nel campo dell’energia e del petrolio
  • Evergrande, una holding immobiliare cinese

E’ molto improbabile che i prezzi di questi tre titoli azionari si muoveranno in maniera molto correlata, visto che operano:

  • in settori molto diversi
  • in aree geografiche molto diverse
  • con valute molto diverse

Non è un caso che ti cito questi 3 aspetti. “Diversificare il portafoglio” vuol dire tutto e niente. Esistono 4  tipi di diversificazione.

Tipi di diversificazione

La diversificazione può essere di 4 tipi:

  • per classe di investimento
  • per Paese 
  • per settore 
  • per stile d’investimento 

La diversificazione per classe di investimento è la prima tipologia di diversificazione di cui abbiamo parlato in questo articolo. Consiste nel suddividere il capitale tra le principali classi di investimento, cioè tra azioni, obbligazioni, materie prime immobiliare, oro fisico, investimenti alternativi, arte ecc…

La diversificazione per Paese consiste nel non concentrare tutti gli investimenti in un’unica area geografica. Questa forma di diversificazione è importante per 3 motivi:

  • gli equilibri geopolitici possono cambiare in fretta
  • le condizioni del mercato interno possono essere rivoluzionate dalle leggi o da eventi imprevedibili (eventi climatici, movimenti sociali, terrorismo, ecc)
  • il cambio tra le valute può cambiare rapidamente e abbattere i tuoi rendimenti

La diversificazione per settore è una delle più utilizzate. Molte aziende infatti sono multinazionali e quindi varcano i confini nazionali. In questo modo sono in parte svincolate dal destino dell’area geografica. Una cosa da cui invece non possono scappare è il loro settore di riferimento. Se domani scoprono un modo per produrre energia a bassissimo costo, tutto il settore energetico e petrolifero riceverà uno scossone. 

La storia insegna. 40 anni fa l’S&P500, il principale indice che descrive l’andamento dei mercati americani, era costituito da  banche e società industriali. Ora le società tech come Facebook, Apple, Microsoft, Amazon e Google la fanno da padrona. 

Per evitare di rimanere bruciati da queste evoluzioni è  importante mantenere una buona diversificazione settoriale. (PS: non cercare di indovinare il futuro scommettendo su un singolo settore, o se vuoi farlo fallo con una piccola parte del capitale!)

La diversione per stile d’investimento consiste nell’investire in diverse tipologie di aziende. Per esempio potresti scegliere di investire nelle piccole aziende con grandi possibilità di crescita, ma più rischiose (aziende “growth”), o nei grandi giganti, con meno potenziale di crescita, ma maggiore stabilità (aziende “value”). 

composizione-aziende-società-sp500-americane-pesi-tutte

Quanto diversificare?

Come abbiamo visto nei nostri esempi, aumentare il numero degli elementi determina l’aumento della diversificazione e quindi la riduzione dei rischio di perdere il capitale. Tuttavia numerosi studi e modelli matematici hanno dimostrato che per creare e mantenere un portafoglio ben diversificato e ottenere un giusto bilanciamento tra commissioni e rischio sono sufficienti 25-30 titoli. L’investimento in più titoli genera effettivamente ulteriori benefici dal punto di vista della diversificazione, ma con benefici via via sempre più piccoli ed insignificanti.
La ragione è piuttosto semplice. E per capirla vorrei riprendere l’esempio iniziale.

Caso 1. Tutti i soldi sono nel portafoglio: 100% del capitale a rischio.

Caso 2. 50% del capitale nel portafoglio, 50% nella valigia: 50% del capitale a rischio.

Caso 3. 33% del capitale nel portafoglio, 33% nella valigia, 33% nello zaino: 33% del capitale a rischio.

Caso 4. 20% del capitale nel portafoglio,20% del capitale nel marsupio, 20% nella valigia, 20% nello zaino: assumendo che il portafoglio sia nel marsupio, 40% del capitale a rischio.

Essendo che il destino del portafoglio e del marsupio sono collegati (o sarebbe più giusto usare correlati a questo punto), il rischio di perdere il capitale aumenta improvvisamente, nonostante abbiamo suddiviso ulteriormente il nostro capitale.

Lo stesso accade con gli investimenti finanziari. Se si inseriscono troppi strumenti si finirà per scegliere strumenti con andamenti dei prezzi correlati, che porteranno a concentrare il rischio piuttosto che a diversificarlo!

Quindi come si fa a scegliere gli strumenti giusti per ottenere un portafoglio ben diversificato, senza cadere nell’errore di andare a scegliere strumenti correlati? Lo scopriamo subito.

Quali sono le principali asset class?

Quali sono gli ingredienti necessari per ottenere un portafoglio di investimento ben diversificato? Ce lo dice l’Associazione per il Risparmio Gestito (Assogestioni). Secondo la classificazione ufficiale le asset class principali sono:

Asset classSpecificità
AzionarioGlobale
AzionarioUSA
AzionarioEuropa
AzionarioMercati emergenti
Obbligazionario High YeldUSA
Obbligazionario High YeldEuropa
Obbligazionario High YeldMercati emergenti
Obbligazionario gradedUSA
Obbligazionario gradedEuropa
Obbligazionario gradedMercati emergenti
Materie primeGlobale
OroGlobale

Quindi se il tuo obiettivo è diversificare i tuoi investimenti finanziari e ridurre il rischio del tuo portafoglio devi creare il giusto mix di questi ingredienti, cioè fare una corretta asset allocation. Se vuoi scoprire di più sull’argomento puoi leggere questo articolo di Investimi: Asset Allocation | Guida introduttiva

Strumenti efficienti per diversificare il portafoglio

Come abbiamo visto, diversificare significa investire in più asset class, con più strumenti per asset class.

Esiste un modo per investire in maniera semplice ed economica nelle diverse asset class ed ottenere così un portafoglio ben diversificato. Si chiamano fondi di investimento e possono essere di 2 tipi:

Non voglio dilungarmi troppo, ma come ti ho dimostrato in questo articolo in cui ho fatto il confronto tra ETF e fondi comuni, gli ETF sono decisamente migliori.

Se vuoi scoprire di più su come funzionano questi strumenti ti consiglio di leggere questo articolo: Come investire negli indici

Se li conosci già ma non ne hai mai acquistato uno allora questo è l’articolo che fa per te: Come e dove si comprano gli ETF?

Se invece invece investi già in ETF, ma paghi ancora delle commissioni probabilmente ti farà piacere sapere che ormai il mercato offre delle soluzioni gratuite per investire in ETF: Migliori broker online per ETF | Analisi e commento 

Diversificare gli investimenti – Conclusioni

Diversificare gli investimenti significa investire nel giusto mix di strumenti per ridurre il rischio di perdite economiche.

Esistono 4 tipi di diversificazione:

  • Per classe di investimento (azioni, obbligazioni, liquidità, immobili ecc)
  • Per area geografica (Globale, Europa, America, Asia, ecc)
  • Per settori (Energia, tecnologia, servizi finanziari, industria, telecomunicazioni, ecc)
  • Per stile d’investimento (aziende grandi o piccole, aziende alto dividendo, aziende in crescita ecc)

Per diversificare in maniera corretta è necessario investire in strumenti il cui prezzo ha un basso livello di correlazione, cioè hanno prezzi con andamenti molto diversi l’uno dall’altro.

Per creare un portafoglio di investimento ben diversificato non sono necessari centinaia di migliaia di strumenti, ma sono sufficienti una trentina di strumenti, purchè ben selezionati. Oltre il 30° strumento i rischi effettivamente scendono ma il vantaggio in termini di diversificazione si fa sempre più piccolo ogni per ogni strumento aggiunto.

L’importante è che il prezzo degli strumenti sia poco correlato. Come regola generale per assicurarsi di investire in strumenti con prezzi poco correlati si investe in diverse classi (azioni, obbligazioni e materie prime) visto che storicamente performano in maniera diversa nelle diverse fasi del ciclo economico.

Per diversificare ulteriormente si investe in diverse asset class interne alle classi che abbiamo appena visto. Per esempio si può investire un po’ nel mercato azionario americano, un po’ nel mercato asiatico, e un po’ nel mercato europeo. Acquistare titoli di stato Americani e titoli di stato ad alto rendimento dei mercati emergenti.

Insomma l’importante è scegliere strumenti con bassi livelli di correlazione e combinarli nel modo giusto per ottenere il rapporto rischio-rendimento che desideriamo. Per farlo nella maniera corretta è necessario studiare una corretta asset allocation.

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