CONFRONTONE: Fondo Pensione vs ETF globale. PARTE 4: Conclusioni

ETF o Fondo pensione cover Fondo pensione, Mercati, PAC

Fondi pensione ed Exchange Traded Funds (ETF), sono strumenti di investimento “passivo”. In quali casi conviene uno ed in quali l’altro?



Ce l’abbiamo fatta! Ormai abbiamo tagliato la linea del traguardo. Siamo riusciti a calcolare i rendimenti del fondo pensione e di un ETF globale al netto di tutte le imposte dovute. Nell’articolo precedente ho già fatto una breve analisi ma tutt’altro che completa.

E’ arrivato il momento di analizzare i risultati ed estrapolare delle informazioni utili a tutti dal foglio Google che ho utilizzato per raccogliere ed analizzare tutti i dati.

Se ti interessa scaricare il file e fare una proiezione con i dati del tuo fondo pensione e confrontarli con uno strumento finanziario qualsiasi (io ho fatto il confronto con un ETF globale ma di fatto si può utilizzare un portafoglio qualsiasi) accedi alla sezione RISORSE o scarica il file direttamente da qui.


Investire in ETF o nel fondo pensione – Il caso del giovane

Prendiamo il caso di un giovane a caso, di nome Matteo, al primo impiego che guadagna tra 15 e i 28 mila euro annui. Cosa dovrebbe fare? Contribuire attivamente al fondo pensione o comprare l’ ETF globale? Quali sarebbero le differenze in termini di performance a lungo termine? La risposta nel grafico qui sotto.

Rendimenti fondo pensione e ETF azionario considerando la deducibilità e tasse caso del giovane

Imbarazzante no?

Anche assumendo di non dover pagare tasse una volta che arriviamo alla pensione, dopo 40 anni dall’investimento di quei 1000€, la differenza è abissale. 50000€ dell’ETF globale tassato (linea rossa tratteggiata), contro 8000€ no tax del fondo pensione (linea blu continua).

Non c’è neanche da dirlo.

Conviene l’ETF globale.

Investire in ETF o nel fondo pensione – Il caso della persona prossima alla pensione

Nel caso di persona con alto reddito (aliquota marginale 45%) prossima alla pensione la storia cambia leggermente. Aldilà del fatto che entrambi questi strumenti non sono generalmente adatti al profilo di una persona prossima alla pensione, che deve concentrarsi sulla protezione del capitale più che sulla crescita dello stesso, andiamo a vedere come cambiano le cose.

Rendimenti fondo pensione e ETF azionario considerando la deducibilità e tasse caso del anziano

In questo caso la tassazione sul montante è talmente significativa e l’orizzonte temporale è talmente limitato che che l’ effetto compound dei rendimenti dell’ ETF non è sufficiente a chiudere il gap iniziale creato dai vantaggi fiscali di cui gode il fondo pensione.

In questo caso, conviene il fondo pensione.

Tra l’altro c’è da aggiungere che nel caso in cui il lavoratore si sia iscritto al fondo pensione con largo anticipo (35 anni prima di andare in pensione) la tassazione sarebbe ancora minore (9% ref. ), rendendo il fondo pensione ancora più competitivo.

Un modello non è la realtà

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura….

La verità è che questa analisi, per quanto complessa, si basa su assunzioni. Domani può uscire una nuova legge e cambiare del 5% la tassazione sui fondi pensione o sugli ETF e la risposta alla domanda iniziale può essere stravolta.

Ugualmente i rendimenti su cui si basa il modello sono basati sui risultati ottenuti dai due strumenti finanziari dal 2010 al 2019, anni in cui c’è stato il bull market più lungo e proficuo della storia. Già assumendo un periodo di riferimento diverso questi numeri sarebbero diversi. E come al solito non dobbiamo mai dimenticare che:

I rendimenti passati non sono indicativi dei rendimenti futuri

tuttavia io aggiungerei: Ma costituiscono, in ogni caso, una buona indicazione

Inoltre nel mondo reale ci sono molti fattori esterni che entrano in gioco.

Potreste avere improvvisamente bisogno dei soldi liquidi, o presi dalle emozioni di un crollo temporaneo vi ritrovate a vendere tutto in perdita.

Questi sono aspetti che il modello non può tenere in considerazione.

Tuttavia sta a voi saperli tenere in considerazione in origine e scegliere lo strumento di investimento che più si addice al vostro profilo di rischio. E questa è regola numero uno degli investimenti. Se non state facendo degli investimenti in maniera conscia, consapevole ed informata state solo scommettendo e sperando.

scommettere Fondo pensione, Mercati, PAC

Fondo Pensione e ETF globale – Considerazioni finali e conclusioni

Dopo questa immancabile “predicozza” sull’investire in maniera consapevole (che però fa sempre bene) andiamo ad analizzare le caratteristiche del fondo pensione e dell’ETF ed in base a queste definire a chi può convenire l’uno o l’altro.

Fondo pensione

Vantaggi del fondo pensione:
  • richiede competenze e tempi di gestione pressoché nulli. Tutte le le scelte di investimento e gli aspetti burocratici sono gestiti internamente dal fondo.
  • gode di vantaggi fiscali che si fanno tanto più interessanti tanto più vicina è la pensione e più è alto il reddito
  • la gestione attiva del fondo e la supervisione degli organismi di controllo dovrebbero garantire maggiore “sicurezza” sul capitale (minor rischio)
  • il capitale non è pignorabile
Svantaggi del fondo pensione:
  • tutte le le scelte di investimento sono delegate al fondo
  • i vantaggi fiscali per la deducibilità sono previsti fino alla somma limite di 5165€ (ref.), mentre i vantaggi fiscali alla liquidazione si ottengono solo durante la pensione e con una permanenza nei fondi molto lunga (vedi Parte 3)
  • minor rischio, ma minor rendimento
  • Il capitale è vincolato e può essere liquidato solo in particolari casi
Detto questo, a chi è adatto il fondo pensione?
  • a tutti coloro che non hanno voglia di investire del tempo per capirci qualcosa di investimenti
  • per persone prossime alla pensione e con alto reddito (in ogni caso apritelo il prima possibile questo benedetto fondo pensione!)
  • per coloro che non hanno bisogno di questi soldi per sopravvivere e che sono disposti a lasciarli da parte per decenni
  • per tutti, per sfruttare il bonus del datore di lavoro ottenuto contribuendo con versamenti minimi volontari (vedi Parte 2)

ETF globale o portafoglio di investimento personalizzato

Per semplicità io ho preso come esempio l’investimento in un ETF globale, ma con appositi accorgimenti, lo stesso identico ragionamento potrebbe essere fatto con un portafoglio di investimento completo. Comunque per completezza andiamo a vedere vantaggi, svantaggi e per chi può essere adatto l’investimento in un ETF azionario globale.

Vantaggi di investire in un portafoglio:
  • richiede competenze e tempi di gestione medio-bassi
  • costi di gestione molto molto bassi
  • rendimenti, per definizione, pari al mercato
Svantaggi di investire in un portafoglio:
  • profilo di rischio maggiore rispetto al fondo pensione
  • no vantaggi fiscali
A chi è adatto il fondo pensione?
  • per coloro che sono disposti ad investire un po’ di tempo per formarsi (sanno cos’è un ETF e come funziona, minimo sindacale) ma che non sono interessati ad approfondire troppo i temi finanziari
  • per coloro che sono in grado di sopportare perdite di capitale (si spera solo temporanee) e sono consci che i mercati salgono e scendono
  • per coloro che vogliono muovere i primi passi nel mondo degli investimenti
  • un must, orizzonte temporale medio-lungo (5-10 anni in su)

Spero che questa mini serie sui fondi pensione ti sia piaciuta e ti abbia fatto un minimo di chiarezza su come funzionano e sui rendimenti che ci può aspettare rispetto al mercato globale.

Se pensi che possa interessare a qualche tuo amico/a non condividilo con lui/lei in modo tale che anche loro possano informarsi e fare scelte più consapevoli!



14 commenti su “CONFRONTONE: Fondo Pensione vs ETF globale. PARTE 4: Conclusioni”

  1. Sarebbe interessante anche vedere il grafico al tempo della data di pensionamento considerando una tassazione del 12% circa sul fondo pensione.
    Grazie mille per i contenuti intanto

    1. Ciao Michele! Felice che ti sia stato utile! Per analizzare il caso che ti interessa (tassazione del 12% alla liquidazione) puoi utilizzare il foglio di calcolo che ho creato per fare questa analisi. Lo puoi scaricare gratuitamente QUI
      Nel foglio di calcolo puoi utilizzare la percentuale di tassazione che desideri (e modificare anche molti altri input come la tua aliquota IRPEF, la durata del tuo investimento e i rendimenti).

      Ciao,
      Matteo

  2. Ciao Matteo, grazie per il tuo articolo ci sono tanti spunti interessanti, e mi ha dato lo stimolo di fare i miei calcoli partendo dal file che hai condiviso.
    Rifacendo i conti però non mi trovo con la tua analisi, in particolare quando calcoli l’andamento dei due investimenti (ad es. nell’ultimo grafico della parte 2) stai confrontando solo il primo anno di investimento che da una parte cresce al 5.34% con l’ETF che cresce al 12.26% ed è normale che il secondo sia più vantaggioso.
    Se però ogni anno, sommi anche il montante di investimento, il risultato si inverte. Per essere più chiaro provo a fare un esempio:
    Reddito di 25k anno. Investimento di 1200 euro anno.
    Investimento nel FP:
    Anno 1: 1.200 €
    Anno 2: 2.464 € (1200 * (1+5.43%))+1200
    Anno 3: 3.796 € (2.464 * (1+5.43%))+1200

    Investimento in ETF:
    Anno 1: 876 €
    Anno 2: 1.859 € (876 * (1+5.43%))+876
    Anno 3: 2.963 € (1.859 * (1+5.43%))+876

    Con questi numeri l’ETF supera il FP solo dopo 10 anni, senza considerare che a fronte di un investimento di 1200€ nel FP il datore di lavoro aggiunge una percentuale all somma investita che dipende da vari fattori e tipo di contratto, nel io caso sarebbe dell’1% quindi la montante di investimento sarebbe ancora più a favore del FP.

    Inoltre nel tuo conteggio non hai calcolato il TFR, che va a sommarsi alla montante di investimento del FP mentre nel caso dell’ETF rimarrebbe in azienda e verrebbe rivalutato secondo il tasso di inflazione.

    Fammi sapere che ne pensi
    Ciao

    1. Ciao Alessandro,
      Sono felice che anche a te (come a me) piace provare a mettere le mani in pasta e fare i tuoi calcoli 🙂

      Il ragionamento che ho fatto io per creare questa analisi è: al di là della scelta della destinazione del TFR, azienda o fondo pensione (in arrivo a breve l’articolo di confronto!), dove conviene contribuire in maniera attiva? Sfruttare la deducibilità del fondo pensione o investire in un portafoglio di investimento esterno con un rendimento più alto e senza vincoli?
      Per fare l’analisi ho confrontato 1000€ “lordi” investiti per X anni nel fondo pensione o in un ETF World in regime di interesse composto.
      Quindi i valori che vedi sono l’evoluzione nel tempo di quei 1000€ lordi senza ulteriori contribuzioni (come se fosse un PIC, non un PAC, per usare termini finanziari)

      Spero di essermi spiegato,
      Ciao,
      Matteo

    2. Grazie del riscontro,
      sì esatto TFR a parte, era proprio quello il punto: dove conviene investire fra fondo pensione (attenzione che i link che hai messo non è valido) o un portafoglio esterno in ETF.
      Dal tuo articolo sembra evidente che convenga l’ETF ma è vero il contrario e non vorrei che i lettori meno analiciti possano rimanere ingannati.
      A causa della deducibilità del fondo pensione esso è assai più conveniente degli ETF, certo questo vantaggio porta con se il vincolo di non poterli disinvestire quando vogliamo. Ma direi che i primi 5164€ andrebbero assolutamente investiti in un fondo pensione, che fra l’altro per sua natura è PAC e non un PIC, il resto in un ETF.

      Se sei d’accordo con questa analisi, credo che al confrontone serva una parte5 😉

      Ciao
      Alessandro

    3. In realtà l’analisi evidenzia che grazie ai rendimenti superiori l’ETF è più conveniente nel lungo termine. Solo nel momento in cui l’orizzonte temporale si accorcia molto, diciamo per semplicità in prossimità della pensione, l’effetto interesse composto non ha “tempo di agire” e quindi i vantaggi fiscali del fondo pensione iniziano veramente ad essere convenienti.
      Comunque penso di aver capito perchè arriviamo a conclusioni diverse. Ora che guardo meglio i tuoi calcoli, vedo che hai assunto lo stesso rendimento per l’ETF ed il fondo pensione. Quindi di fatto hai usato un’assunzione diversa da quelle che fatto io. Quindi ci sta che le tue conclusioni siano diverse da quelle che ho trovato io 😀

      Ciao,
      Matteo

    4. Ciao Matteo,
      mi sta piacendo questo confronto 🙂

      Giusta osservazione, in realtà le assunzioni uguali alle tue: il risultato è ottenuto con la percentuale 12.21% ma nel copia/incolla ho riportato quella errata, qui la correzione.

      Investimento in ETF:
      Anno 1: 876 €
      Anno 2: 1.859 € (876 * (1+12.21%))+876
      Anno 3: 2.963 € (1.859 * (1+12.21%))+876

      Purtoppo non posso allegare i grafici, in ogni caso è vero che gli interessi superiori dell’ETF e il relativo interesse composto devono avere il tempo di maturare ma la convenienza fiscale del FP lo rende vantaggioso per molto tempo ed in diverse circostanze: ad esempio tu hai calcolato lo “svantaggio” dell’ETF su un range di reddito da 15.001 a 28.000 euro (27%), ma con una aliquota più alta, nonostatante i migliori rendimenti dell’ETF esso non raggiunge i vantaggi del FP nemmeno dopo 20 anni, e tutto questo senza calcolare la tassazione al momento del prelievo.

      Ciao
      Alessandro

  3. Ciao Matteo, sarebbe più onesto intellettualmente un paragone con un ptf con azionario 50/80 e obbligazionario 50/20 come indicato nel prospetto laborfond e senza contare il bollo che è esentasse per i FP.

    Solo così si potrebbe capire se conviene il FP.

    1. A posteriori, sono d’accordo con te che per fare un confronto più alla pari sarebbe stato probabilmente più corretto adottare un portafoglio simile a quello del fondo.
      Ad ogni modo, lo scopo di questa serie era più dare un modus operandi per capire come fare l’analisi. Poi ognuno può personalizzare gli input della sua analisi con il foglio di calcolo 🙂
      (PS: grazie dello spunto sull’imposta di bollo)

  4. Ciao Matteo,
    temo abbia ragione Alessandro, non puoi capire la convenienza del fondo pensione solo dalla prima rata, si tratta di un PAC e non di un PIC, ogni anno che passa il capitale finale (credo si chiami montante) è molto più alto di quello dell’ETF, poi ad un certo punto l’ETF spicca il volo ma occorrono almeno 20 anni per battere il fondo con quei rendimenti ipotizzati.
    Mi sa che il calcolo va rifatto daccapo.

    1. Ciao Elena,
      Come dicevo ad Alessandro l’assunzione che ho fatto io è che si trattasse di un PIC. In questo modo è rispondere alla domanda: cos’è meglio fare in questo esatto momento? Investire 1000 euro in un ETF o fare una contribuzione volontaria al fondo pensione?
      Ho scelto di usare l’approccio PIC perchè ti permette di analizzare la tua situazione attuale, o comunque analizzare la convenienza di anno in anno.
      Approcciare l’analisi come se fosse un PAC non ti darebbe questa flessibilità visto che non ti permetterebbe di capire anno per anno se conviene investire nel fondo pensione o nel ETF. In altre parole, con l’approccio PAC assumi di non poter cambiare la tua scelta (che nella realtà non è così visto che i contributi sono volontari).
      Ad ogni modo non è sbagliato neanche usare l’approccio PAC come suggerisci te. Semplicemente hai usato un approccio diverso, con delle assunzioni diverse da quelle che ho fatto io 🙂
      E se ancora non sei convinta basta pensare al PAC come una serie di PIC. Cambia il punto di vista, ma il risultato alla fine non cambia!

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