TASSE sulle CRIPTOVALUTE in Italia| Quanto si paga?

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Vanno dichiarati i Bitcoin e le altre Crypto? Quando e quante tasse devi pagare?


In questi giorni mi sono trovato più volte ad affrontare questo discorso con amici e conoscenti e mi sono reso conto di non saperne abbastanza sull’argomento “tassazione delle criptovalute in Italia”.

Ho deciso quindi di fare una ricerca un po’ approfondita sull’argomento… e questo articolo ti voglio riassumere e spiegare in termini non avvocatesi quello che ho scoperto.

Non dovrei neanche dirtelo, ma meglio essere sicuri. Non sono un commercialista e non conosco la tua situazione, quindi rivolgiti ad un esperto per ricevere informazioni più specifiche (commercialista ,CAF, servizio clienti del tuo broker).

Ti riporto qui sotto un ottimo video che ho trovato su Youtube che riassume bene i concetti. Se preferisci una versione “semplificata” ma con più informazioni ti invito a continuare a leggere.

PS: alla fine dell’ articolo troverai anche un altro video che approfondisce un po’ di più altri aspetti fiscali. Anche per questo video vale lo stesso: ho riassunto e semplificato tutto nel testo.

Se queste risorse non dovessero bastarti, ho trovato anche questo podcast in cui viene spiegato molto nel dettaglio come funziono le tasse sulle criptovalute.

Come e quante tasse sulle criptovalute devi pagare?

La prima domanda da porsi prima di andare avanti è:

Sei sicuro che stai investendo in crypto e non in qualcosa di simile che ne imita solamente l’andamento?

Se non sei sicuro di questa risposta ti consiglio di leggere questo articolo che ti spiega le varie modalità con cui è possibile che tu abbia investito in crypto.

Come COMPRARE CRIPTOVALUTE in sicurezza nel 2021 | Mini guida

Infatti ogni giorno vengono creati nuovi prodotti finanziari (molti dei quali sono derivati) che non investono realmente nella criptovaluta ma ne mimano solamente l’andamento.

Quindi prima di procedere è fondamentale che tu sia sicuro di quello che possiedi. Se si tratta di uno strumento finanziario e non della valuta in sé, tutto quello che leggerai in questo articolo non ti servirà a nulla visto che devi approfondire la tassazione degli strumenti finanziari, non delle criptovalute. Se è così ti invito a leggere questo articolo:

Quanto si paga di tasse sugli investimenti finanziari?

Se invece stai muovendo i primi passi nell’ambiente e stai semplicemente cercando informazioni sull’argomento, potrebbero interessarti questi articoli:

Investire in Crypto con un intermediario italiano

trading con app mobile

Se stai investendo in criptovalute attraverso un broker italiano che fa da sostituto di imposta (ossia si occupa di tutte le questioni burocratiche e fiscali) sei fortunato perchè la tua vita sarà molto facile.

Non dovrai fare nulla. L’intermediario si occuperà di tutto al posto tuo!

Se non sei sicuro se il tuo intermediario fa o meno da sostituto di imposta puoi controllare se da qualche parte c’è scritto che sei in regime amministrato o in regime gestito. Se è così sei a posto.

Se hai ancora dubbi ti consiglio di contattare il servizio clienti e assicurarti di questa cosa. Un modo per essere sicuro di aver rispettato tutti gli obblighi fiscali.

Il fisco non accetta un “non lo sapevo” come risposta.

Se non ti trovi in questa situazione continua a leggere perchè scopriremo se vanno dichiarate ed eventualmente quante tasse devi pagare sulle criptovalute.

Regime fiscale delle Criptovalute (valute virtuali) in Italia

Dove vanno dichiarate le criptovalute?

Dal punto di vista fiscale le criptovalute sono equiparate alle valute estere e quindi vanno dichiarate in dichiarazione dei redditi (a meno che tu non ricada nel caso precedente)

Secondo la guida alla compilazione del 730 dell’Agenzia delle Entrate le criptovalute vanno dichiarate nel quadro RW.

Ti riporto qui sotto uno screen della descrizione del quadro RW presente nella guida.

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Tasse sulle criptovalute in Italia

Bisogna pagare le tasse sulle Criptovalute?

tassazione Criptovalute

Il fatto di dichiarare di possedere delle criptovalute non comporta necessariamente di doverci pagare sopra delle tasse.

Se vai in banca a cambiare i 200 dollari americani (USD) perché sei stato in vacanza a New York e non hai speso tutti i soldi, non è che devi pagare delle tasse sul guadagno che hai ottenuto se il dollaro è salito.

Se vai in banca per cambiare 100k la questione cambia leggermente (anche perché penso sia illegale girare con 100.000 dollari in una valigetta).

Per ovviare a questo problema il fisco applica la seguente regola: si pagano le tasse sulle plusvalenze delle criptovalute (ossia se vendi in positivo) nel momento in cui stai compiendo delle operazioni per fini speculativi.

Personalmente credo che chiunque in questo momento stia acquistando le crypto per guadagnarci (anche perché altri fini non mi vengono in mente, se non fare dei pagamenti non tracciabili dal fisco = fini loschi). 

Ad ogni modo, per fortuna, il fisco non la pensa così. Infatti i fini speculativi sono applicabili solo quando la giacenza media sul (o sui) wallet è superiore a 51.645,69€ per 7 giorni consecutivi.

Riformulando in maniera più semplice:

Se hai avuto meno di 51.645,69€ per 7 giorni consecutivi all’interno dei tuoi wallet allora non dovrai pagare nessuna tassa. Sei però in ogni caso obbligato a dichiarare che possiedi delle criptovalute facendo la dichiarazione dei redditi.

NOTA: Il controvalore in euro delle monete virtuali dev’essere calcolato sulla base del cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento, ossia il cambio del 1° gennaio dell’anno nel quale si verifica la cessione. (Ref.)

Quando devo iniziare a dichiarare le mie criptovalute?

Come abbiamo visto le cryptovalute vanno sempre dichiarate in dichiarazione dei redditi. Se non hai mai fatto la dichiarazione dei redditi sappi che si fa sempre l’anno successivo rispetto ai redditi da dichiarare.

Per esempio, se nel 2021 hai fatto qualcosa che ti richiedeva di fare la dichiarazione dei redditi, la dichiarazione effettiva (compilare moduli e scartoffie) devi farla nel 2022.

Quindi se nel 2020 hai posseduto delle crypto devi fare la dichiarazione dei redditi nel 2021.

Cosa succede se ho più conti crypto?

Se le tue criptovalute sono distribuite su più conti sei costretto a pagare le tasse nel momento in cui il totale supera la soglia di 51.645,69€ per 7 giorni consecutivi di cui ti parlavo prima.

Cosa succede se ho più valute estere e criptovalute?

Se possiedi più crypto (es Bitcoin, Etherium, Bitcoin cash, Dogecoin, Litecoin ecc), anche se distribuiti su più conti, e delle altre valute estere, anche su più conti, devi comunque fare la somma di tutto. Se il totale supera la soglia di 51.645,69€ per 7 giorni consecutivi dovrai pagare le tasse sulle plusvalenze. (Ref.)

Quante tasse devo pagare sulle crypto?

Nel caso tu sia costretto a pagare le tasse sulle plusvalenze, viene applicata un’imposta sostitutiva del 26%. Quindi se hai acquistato 100.000 euro di Etherium, e dopo tot lo hai rivenduto a 150.000€ dovrai pagare il 26% sui 50.000€ di plusvalenza che hai ottenuto.

Devo pagare l’IVAFE sulle criptovalute?

L’IVAFE è l’equivalente dell’imposta di bollo sugli investimenti e le attività finanziarie all’estero. Secondo quanto dichiarato in questo articolo: “L’Agenzia insiste: criptovalute da indicare nel quadro RW 2020”, non sei tenuto a pagare l’IVAFE sulle criptovalute (che altrimenti sarebbe dello 0,2%).

Consigli per la compilazione della Dichiarazione dei Redditi

Che codice devo inserire come codice stato estero per dichiarare la Crypto?

Per le valute virtuali (criptovalute) non è necessario inserire il codice stato estero. La casella può quindi essere lasciata vuota.

Qual è il codice di individuazione bene per le criptovalute?

Il codice di individuazione del bene per le criptovalute è il 14: “Altre attività estere di natura finanziaria”

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Ti lascio qui sotto un video di approfondimento sugli argomenti che ho trattato nella sezione dichiarazione dei redditi.

Tasse sulle Criptovalute – Conclusioni

Nonostante esistano molti tipi di criptovalute, dal punto di vista fiscale vengono tutte inquadrate come valute estere. Questo vuol dire che sono soggette a tassazione solo se vengono usate per fini speculativi. Dal punto di vista fiscale queste semplici parole hanno delle conseguenze molto importanti.

Devi pagare le tasse sulle criptovalute solo se la somma del valore delle valute estere che possiedi (crypto e non crypto) supera 51.645,69€ per 7 giorni consecutivi.

A prescindere dal valore del tuo portafoglio crypto, devi comunque dichiararne il valore nella dichiarazione dei redditi secondo le modalità che ti ho presentato prima (quadro RW).

Vorrei chiudere l’articolo facendo due esempi che spero chiariscano ulteriormente la questione.

Esempio 1: Persona che ha comprato criptovalute

Se hai comprato e non hai mai venduto le tue criptovalute devi comunque dichiarare di possederle facendo la dichiarazione dei redditi. Se il valore del tuo portafoglio di valute estere supera i 51.645,69€ allora dovrai pagare il 26% di tasse sulle plusvalenze.

Esempio 2: Persona che ha comprato e venduto criptovalute

Se hai fatto compravendita di criptovalute nell’anno solare (dal 1 gennaio al 31 dicembre) devi comunque dichiarare di averle possedute facendo la dichiarazione dei redditi. Inoltre se il valore del tuo portafoglio di valute estere ha superato i 51.645,69€ euro per più di 7 giorni consecutivi allora dovrai pagare il 26% di tasse sulle plusvalenze. (Ref.)

Spero che questo articolo ti abbia aiutato a capire un po’ meglio come funziona la tassazione sulle criptovalute! Se hai ancora qualche dubbio ti invito a lasciare un commento qui sotto e farò del mio meglio per rispondere alla tua domanda!

Ciao e al prossimo articolo!

Matteo

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Tasse sullo STAKING di criptovalute (aggiornamento)

Il mondo delle criptovalute viaggia a mille! Ora è possibile guadagnare degli interessi “bloccando” le proprie criptovalute. Questa attività si chiama Staking, e ti permette di generare entrate passive dalle tue criptovalute.

Lo staking funziona un po’ come un conto deposito tradizionale, solo che invece di bloccare moneta FIAT (gli euro) blocchi criptovalute.

Se vuoi scoprire di più come funziona lo staking e quanto si può guadagnare con questa attività ti invito a leggere questo articolo sul blog di Investimi:

Conti deposito criptovalute | Convengono? Sono sicuri?

Andiamo ora a rispondere alla domanda: quante tasse si pagano sullo staking di criptovalute?

I guadagni ottenuti dallo staking di criptovalute in Italia sono equiparati a redditi da capitale e quindi sono soggetti ad una tassazione del 26%.

Facciamo un esempio (semplificato, assumendo che il valore della crypto rimanga invariato): metti 1000€ di Ethereum in staking per 1 anno con un rendimento del 10% annuo. Dopo un anno avrai guadagnato 100€ (il 10% di 1000€). Questi 100€ saranno tassati come redditi da capitale, quindi al 26%. Di conseguenza il tuo guadagno netto sarà pari a 74€.

Attento però.

Nella realtà anche il valore della criptovaluta oscilla, e quindi oltre alle tasse sullo staking potresti essere chiamato a pagare anche delle tasse sull’aumento del valore della criptovaluta.

Ed in questo caso si applicano i ragionamenti che ti ho presentato nella prima parte di questo articolo!

Riferimenti normativi utili

Articolo 67 del DPR n. 917/86 per la tassazione sulle valute estere.

la tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di valute provenienti da depositi e conti correnti si ha solo nel caso in cui la giacenza in valuta nei depositi e conti correnti complessivamente sia superiore a 51.645,69 euro per almeno 7 giorni lavorativi continui nel periodo d’imposta in cui la plusvalenza è stata realizzata

Costituiscono redditi diversi di natura finanziaria “le plusvalenze […] realizzate mediante cessione a titolo oneroso […] di valute estere, oggetto di cessione a termine o rinvenienti da depositi o conti correnti“. Per cessione a titolo oneroso si intende anche “il prelievo delle valute estere dal deposito o conto corrente“.

2 commenti su “TASSE sulle CRIPTOVALUTE in Italia| Quanto si paga?”

  1. Ciao, sto iniziando ora a capire il mondo delle crypto…la mia domanda è: se la giacenza nel wallet è superiore a 51.645,69 ma ci rimangono per meno di 7 giorni consecutivi, perché tolgo prima un importo tale da portarlo al di sotto della soglia dei 51.645,69 euro, ( per togliere intendo convertirlo in euro e versarlo sul c/c bancario), devo cmq pagarci il 26%???
    Grazie!

    1. Ciao Luca, premetto che non sono un commercialista (quindi se vuoi avere una risposta definitiva e un’analisi della tua situazione specifica ti consiglio di rivolgerti ad uno specialista).
      Fatta questa importante premessa, come detto nell’articolo, se il valore totale del tuo portafoglio di valute straniere (tra cui anche le Crypto) scende al di sotto del limite di 51.645,69 entro i 7 giorni non dovresti essere costretto a pagare le tasse sul capital gain.

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