7 Truffe finanziarie famose [e come non caderci in futuro]

Impara dalle truffe finanziarie del passato. Evita le truffe finanziarie del futuro.

Il modo migliore per evitare le truffe finanziarie è imparare dal passato. Gli schemi utilizzati dai truffatori infatti sono più o meno sempre gli stessi

Conoscendoli le probabilità che in futuro tu cada in queste truffe si abbassa notevolmente!

In questo articolo andremo ad analizzare le truffe finanziarie che hanno sconvolto le vite di migliaia di persone.

Il termine sconvolto non è usato a caso.

Quando si parla di soldi scomparsi infatti si va a toccare una zona particolarmente sensibile degli individui. I risparmi sono fonte di sicurezza e di tranquillità. Sono il frutto di anni di duro lavoro. Perderli a causa di una truffa finanziaria può farci sentire umiliati, ma soprattutto può minare la nostra stabilità economica e, ancora peggio, quella della nostra famiglia, o addirittura quella di amici e parenti.

E’ fondamentale quindi conoscere le truffe del passato, comprendere gli schemi e le leve psicologiche che vengono utilizzate dai truffatori per raggirare le persone.

Questo è il modo migliore in assoluto per proteggerci dalle truffe future.

Fatta questa importante premessa possiamo andare oltre e analizzare le principali truffe finanziarie.

Truffe finanziarie famose

Schema Ponzi

Lo schema Ponzi prende il nome da Charles Ponzi, l’italiano che ha applicato per la prima volta questo schema su larga scala. Lo schema Ponzi infatti è stato utilizzato più volte nella storia. Il “merito” di Charles Ponzi è quello di averlo portato ad un livello mai visto prima.

Charles Ponzi infatti ha messo insieme uno schema che gli ha permesso di guadagnare milioni di dollari. E stiamo parlando degli anni ‘20, quando anche solo 1.000 dollari erano una cifra importante.

Lo schema Ponzi può essere sintetizzato in questo ciclo:

  1. attirare una prima linea di investitori a cui garantire una degli interessi significativi
  2. attirare una seconda linea di investitori, composta da più persone rispetto alla prima linea
  3. grazie agli investimenti della seconda linea di investitori, pagare gli interessi della prima linea di investitori
  4. attirare una seconda linea di investitori, composta da più persone rispetto alla seconda linea
  5. grazie agli investimenti della terza linea di investitori, pagare gli interessi della seconda linea di investitori
  6. ecc…

Finché questo ciclo viene ripetuto con successo, lo schema Ponzi continua a crescere. Spesso sono gli investitori stessi ad alimentare inconsapevolmente la truffa. Reinvestendo il loro capital capitale o pubblicizzando le rendite “straordinarie” ottenute investendo nello schema, incentivano nuovi investitori ad entrare nello schema Ponzi. In questo modo lo schema può andare avanti e crescere senza che nessuno si renda conto della truffa.

L’unico elemento che può mettere in crisi lo schema Ponzi è una riduzione dell’afflusso di nuovi investimenti. Se l’afflusso di nuovo capitale non è sufficiente a coprire gli interessi dei vecchi investitori, questi inizieranno a farsi qualche domanda, a lamentarsi, a fare pubblicità negativa, innescando una spirale negativa per cui ci saranno sempre meno nuovi investitori e sempre meno investitori riceveranno i soldi indietro.

Per questo spesso il truffatore interrompe lo schema Ponzi non appena le cose iniziano ad andare male. In questo modo può scappare con una parte degli interessi che avrebbe dovuto distribuire agli investitori.

Tuttavia spesso questa non è l’unica rendita. Spesso il truffatore trattiene per sé anche una parte delle rendite che andrebbero ridistribuite alla linea precedente di investitori in modo tale da “iniziare a migliorare la propria qualità della vita” anche prima che schema inizi a crollare (vedi esempio di truffa Madoff).

Ora che abbiamo visto il funzionamento dello schema Ponzi possiamo tornare alla storia di come Charles Ponzi ha imbrogliato l’America con questa strategia.
Lo schema era piuttosto semplice. Ponzi aveva messo su una sorta di hedge fund, un fondo speculativo che prometteva interessi importanti per tutti coloro che ci investivano.

Secondo quanto dichiarava Ponzi, le rendite erano generate dall’arbitraggio di speciali francobolli tra Europa e America. In altre parole comprava francobolli in Europa dove costavano meno e li rivendeva in America dove costavano di più.

Il suo “hedge fund” prometteva quindi di raccogliere i soldi degli investitori per alimentare questo “business” e di ridistribuire le rendite.

Ovviamente il business dell’arbitraggio dei francobolli non era altro che una copertura, nella realtà non accadeva niente di tutto questo.

L’hedge fund non era altro che un grande schema Ponzi. Schema Ponzi che però è cresciuto a ritmi vertiginosi, mai visti prima. Forse anche troppo e troppo rapidamente.

Il business di Ponzi finisce nei radar delle autorità e dei giornali, che riconoscono immediatamente la truffa. Per generare le rendite che Ponzi prometteva sarebbero stati necessari un numero spropositato di francobolli. Un numero ben superiore al numero di francobolli realmente esistenti!

Il business di Ponzi non poteva che essere una truffa.

Ponzi viene smascherato ed imprigionato.

La memoria però non andrà persa. Come vedremo nei prossimi esempi lo schema ponzi è alla base di molte delle truffe finanziare anche più recenti.

L’hedge fund di Madoff

Immagina di creare una società di consulenza finanziaria illegale per te ed i tuoi vicini di casa. Niente di chè, investi qualche migliaio di euro, qualche milione se sei fortunato.

Immagina però che questa società di consulenza da lì a qualche decennio si trasformi in uno dei più grandi hedge fund della storia. Un hedge fund in cui investono anche i gestori ed i private banker più rinomati. Gente che gestisce i soldi delle persone più ricche al mondo.

Ecco non serve immaginare, perché è proprio quello che è accaduto al piccolo fondo di investimento di Bernard Madoff.

Madoff gestiva contemporaneamente due business:

  •  uno totalmente legale, in cui sviluppava software per la gestione dei mercati finanziari
  • uno illegale, in cui faceva gestione patrimoniale

Contrariamente a quanto accadeva con Ponzi, questi due business erano totalmente separati.

Il primo business era un’attività a sé, che ha portato grande prestigio a Madoff. Tanto che Madoff è arrivato anche a ricoprire anche ruoli istituzionali importanti negli organi di regolamentazione dei mercati, come il ruolo di presidente della Borsa valori del NASDAQ.

Ciononostante, questa attività non se la passava troppo bene dal punto di vista finanziario. Ecco che qui entra in gioco lo schema Ponzi.

Combinando il prestigio che Madoff aveva ottenuto, con le rendite stabili garantite dalla sua gestione patrimoniale, il business illegale di Madoff è cresciuto fino a diventare uno dei più grandi fondi di investimento della storia.

Peccato che era uno schema Ponzi.

Schema Ponzi che la SEC ha intercettato più volte, ma che, grazie alla fama di Madoff, non è mai stato inquadrato come tale. Questo ha favorito ulteriormente l’afflusso di capitali da parte di altri gestori patrimoniali e fondi di investimento. Tutti volevano ottenere i rendimenti sicuri, leggermente superiori al mercato, che la gestione patrimoniale di Madoff garantiva.

La crisi del 2008 però ha portato sfiducia negli investitori, che hanno iniziato a prelevare il loro capitale. Questo ha messo in crisi lo schema Ponzi e ha portato Madoff a costituirsi.

Tra le società che sono state truffate troviamo anche nomi come Unicredit, Banco Popolare, Bnva e personaggi di lustro come Steven Spielberg.

PS: ci hanno anche fatto una serie sulla vicenda di Maddof. Io l’ho vista ed è piuttosto intrigante.

Per altri consigli su film sulla finanza ti consiglio di dare un’occhiata a questo articolo:

25 FILM e SERIE TV sugli investimenti in borsa [con trailer]

Pump and dump con le criptovalute

Cambiamo genere di truffa e passiamo dagli schemi Ponzi agli schemi “Pump and Dump”. Questi schemi consistono nel fare aumentare artificialmente il prezzo di un qualche bene allo scopo di attirare nuovi acquirenti, per poi vendere improvvisamente e far crollare il prezzo

In questo modo, coloro che organizzano lo schema Pump and Dump acquistano al prezzo di mercato, e poi rivendono ad un prezzo maggiore, generando un profitto.

Tutte le persone che invece sono state attirate nello schema, ingolosite dai potenziali guadagni stellari, nella maggior parte dei casi fanno proprio l’opposto. Acquistano alto, quando il prezzo è già stato gonfiato, e, colti di sorpresa dall’improvviso crollo dato dalla vendita degli organizzatori dello schema, vendono basso o rimangono con il cerino in mano.

Questo schema è stato utilizzato con numerose criptovalute nel 2021 e 2022.

Gli organizzatori dello schema Pump and Dump coniavano qualche nuova criptovaluta o ne utilizzavano qualcuna di già esistente. Con dei fondi esterni iniziavano improvvisamente ad acquistare questa criptovaluta che aumentava di prezzo. Contemporaneamente pubblicizzavano i rendimenti della criptovaluta sui social, facendola andare “virale”

Gli “investitori” a questo punto venivano attratti dai rendimenti eccezionali ed iniziavano ad acquistare anche loro la criptovaluta, facendo aumentare ulteriormente il prezzo.

Gli organizzatori dello schema così iniziavano a vendere le loro quote facendo crollare il prezzo di mercato della criptovaluta.

Perchè questo schema funzionava così bene con le cryptovalute?
Per 3 ragioni.

  1. Perché le criptovalute non sono inquadrate fiscalmente come un asset e quindi non è illegale “pubblicizzarle”
  2. Perché sono poco liquide e quindi sono sufficienti somme “relativamente basse” per alterare il prezzo
  3. Perché il mercato era pieno di “investitori” poco esperti, in cerca di profitti eccezionali dalla sera alla mattina

Guarda per esempio i risultati che ha ottenuto questo Youtuber lanciando e sponsorizzando la sua “Fluffy Coin”.

Pump and Dump di GameStop

Lo stesso schema è stato utilizzato per alterare il prezzo di GameStop. In questo caso, il canale Reddit di WallstreetBets è stato utilizzato per fomentare l’interesse degli investitori verso il titolo GameStop.

Nel canale si pubblicizzava il fatto che ci fosse un’alta probabilità che il titolo sarebbe stato presto soggetto ad uno short squeeze.

Cos’è uno short squeeze?
In parole povere, uno short squeeze è un aumento improvviso del prezzo di un titolo dovuto al fatto che le posizioni short vengono chiuse per limitare le perdite di chi le ha assunte.

Così gli investitori (per meglio dire, gli “speculatori”) hanno iniziato ad acquistare quote di GameStop per far alzare il prezzo ed attivare lo short squeeze. (Pump)

E ci sono riusciti. Il prezzo è aumentato a livelli stellari.

Tutto ha funzionato come doveva, finché alcuni non hanno iniziato a vendere per consolidare i profitti. Questo ha causato una pressione di vendita che ha fatto iniziare il Dump. (Sembra al crollo del prezzo abbia contribuito anche il fatto che Robinhood, uno dei broker più utilizzati dai membri di WallstreetBets abbia bloccato la funzione di acquisto “per proteggere gli investitori”).

Anche in questo caso c’è una bella serie di Netflix.

FTX

Uno degli esempi più recenti di truffa finanziaria è il caso FTX. FTX era uno degli Exchange crypto più grandi ed utilizzati al mondo. Era supportato da grandi banche e dai fondi di Venture Capital più autorevoli.

Quindi come nel caso Madoff, gli investitori privati si sono fidati della due diligence di queste società. “Se si fidano loro, che sicuramente avranno consultato e analizzato i bilanci, avranno parlato con i manager o addirittura dei consulenti all’interno del management, allora posso fidarmi anche io.”

Come ci insegna la storia, purtroppo anche questa forma di “certificazione” non è sufficiente.

FTX avrebbe sfruttato il suo token proprietario FTT per “far scomparire” milioni di euro.

Gli investitori acquistano il token per “conservare il proprio denaro”, proprio come se fosse una valuta estera, e probabilmente anche nella speranza che aumenti in valore.

FTX a questo punto avrebbe dovuto mantenere i soldi degli investitori al sicuro, nel caso avessero rivoluto scambiare nuovamente i loro FTT con dollari.

Il problema è che non l’ha fatto.

Tramite giri strani con le società controllate da FTX, i soldi degli investitori, invece di rimanere al sicuro, venivano utilizzati per investimenti o come sta piano piano venendo a galla, anche per scopi personali del suo fondatore Sam Bankman-Fried (conosciuto come SBF).

La truffa è stata scoperta quando FTX ha iniziato a vacillare a causa del crollo delle criptovalute nel 2022. Gli investitori hanno iniziato a convertire le proprie criptovalute in dollari. Tra queste anche FTT, il token di FTX. Come detto però FTX aveva fatto scomparire i soldi che sarebbero dovuti servire a convertire gli FTT.

Questo ha causato una crisi di liquidità di FTX, che ha portato ad una sospensione temporanea della possibilità di prelevare soldi dalla piattaforma. A questo punto la società ha cercato nuovi finanziamenti per “chiudere il buco” che si era creato.

Binance, il diretto competitor di FTX, si propone inizialmente di salvarla, salvo poi tirarsi indietro il giorno successivo dicendo che i conti non erano a quadro.

Il giorno dopo FXT fallisce e coloro che utilizzavano la piattaforma perdono quasi tutto.

Sembra una cosa assurda che questo possa essere accaduto sotto gli occhi di grandi banche e fondi di investimento.

Ma come vedremo tra pochissimo, noi italiani siamo anche meglio, riusciamo a farlo anche con le società quotate.

Crack Parmalat

Un esempio di truffa finanziaria a noi particolarmente caro è il crack Parmalat.

In questo caso il meccanismo è molto simile a quello escogitato da FTX. La differenza principale sta nel fatto che FTX emetteva un token per raccogliere il capitale e poi farlo sparire, invece Parmalat chiedeva prestiti garantiti da “soldi che non esistevano”.

Il meccanismo è lo stesso:

  1. Prendi dei soldi
  2. fai finta di metterli da parte
  3. ma in realtà li fai sparire
  4. e quando te li chiedono indietro fallisci

Nel crack parmalat i soldi venivano mandati in società controllate basate nei paradisi fiscali. Da qui poi i soldi venivano fatti sparire, ma in qualche modo questi rimanevano nei bilanci dell’azienda (da qui le accuse di falso in bilancio).

Parmalat andava poi dalle banche a chiedere prestiti, mettendo come assicurazione i soldi depositati nei paradisi fiscali (che in realtà non c’erano). In questo modo Parmalat ha creato un buco di milioni di euro, portato la società sull’orlo del fallimento e fatto perdere milioni di euro a azionisti e obbligazionisti.

Scandalo Nikola Motor e Wirecard

Queste due truffe sono tra le più assurde in assoluto. Le ho raggruppate perché rientrano nello stesso schema.

  1. Si mette insieme una società ad alto contenuto tecnologico.
  2. Si bruciano milioni di dollari in stipendi in ricerca e sviluppo.
  3. Si promettono tecnologie dirompenti.
  4. Sull’onda dell’hype del mercato, ci si quota, “vendendo prospettive di crescita incredibili”, ma senza mai un bilancio chiuso in positivo
  5. Quando il rubinetto dei finanziamenti si chiude, si fallisce

Questo è quello che pare sia accaduto per queste due società.

La prima, Wirecard, una società tedesca che avrebbe dovuto rivoluzionare il settore dei pagamenti digitali.

La seconda, Nikola Motor, prometteva di aver sviluppato una motrice per camion totalmente rivoluzionaria: ad alto contenuto tecnologico e alimentata ad idrogeno. Pare però che la società non abbia mai veramente creato un sistema di propulsione funzionante, ma che abbia semplicemente creato dei prototipi non funzionanti, ma dal design innovativo e molto accattivante (a quanto pare, acquistato da un designer esterno all’azienda per poche centinaia di euro).

Come evitare le truffe finanziarie

Come abbiamo visto, la maggior parte di queste truffe nasce dalla volontà di speculare, di guadagnare tanto in poco tempo, facendo la scommessa sulla novità del momento.

Il modo migliore per evitare queste truffe è quindi cercare di stare lontani da questi business poco chiari, con rendimenti stabili e decisamente fuori mercato.

Se volessimo riassumere, le “red flag” che dovrebbero farti alzare le orecchie sono:

  • rendimenti fuori mercato
  • meccanismi di generazione degli utili poco chiari
  • eccessiva hype
  • eccessiva segretezza
  • eccessiva fiducia (basata sul semplice prestigio)
  • presenza “anomala” di speculatori

In ogni caso, il modo migliore per combattere le truffe in ambito finanziario è proprio l’educazione finanziaria. Secondo le statistiche l’Italia è all’ultimo posto in quanto riguarda i livelli di educazione finanziaria.

Investimi si pone come obiettivo proprio quello di portare l’educazione finanziaria in Italia, se vuoi scoprire di più sulle risorse messe a tua disposizione gratuitamente clicca sul pulsante qui sotto:

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