ETF armonizzati e NON armonizzati | Confronto & fiscalità

Qual è la differenza tra gli ETF armonizzati e non? Come si fa a riconoscerli?


Cosa sono gli ETF armonizzati?

Un ETF si dice armonizzato quando rispetta la normativa europea. Questa normativa assicura che l’ETF sia in linea con le caratteristiche richieste dall’Unione Europea.

Per essere considerato un armonizzato, un ETF deve avere queste 4 caratteristiche:

  • deve essere accompagnato da sufficiente documentazione informativa (deve avere un KIID pubblicamente accessibile)
  • deve essere sufficientemente diversificato
  • ha dei limiti sull’utilizzo dei derivati e della leva finanziaria, delle vendite allo scoperto
  • il patrimonio del fondo deve essere separato rispetto al patrimonio dell’azienda

Cosa sono gli ETF NON armonizzati

Tutti gli ETF che non soddisfano la normativa europea sono classificati come “ETF non armonizzati”.

Perciò, per esclusione, tutti gli ETF che non sono “armonizzati” rientrano nella classificazione “ETF non armonizzati”

Come riconoscere gli ETF armonizzati

ETF blockchain criptovalute confronto grafico prezzi ETF

Contrariamente a quanto si può pensare, riconoscere gli ETF armonizzati non è così complicato. Scopriamo 3 metodi pratici e di semplice applicazione.

Il primo metodo consiste nel verificare se l’ETF è “UCITS compliant”.

Come si fa a verificare se un ETF è UCITS compliant? Nel 99% dei casi già nel nome ufficiale dell’ETF è presente l’acronimo UCITS. Se non è presente nel nome puoi fare una seconda verifica all’interno della scheda informativa.

Per esempio, per l’ETF UBS Solactive China Technology UCITS ETF (USD) A-acc, puoi trovare la seguente dicitura nel KIID.

scheda informativa ETF a armonizzato UBS solactive china technology UCITS

Cosa vuol dire ETF UCITS?

UCITS è l’ acronimo di “Undertakings for Collective Investments in Transferable Securities”.

Un ETF UCITS  indica che l’ETF è conforme alle regolamentazioni dell’Unione Europea sulla protezione dei risparmiatori da veicoli di investimento non idonei. La certificazione UCITS regolamentato i fondi e ne ha permesso la diffusione e la vendita a livello europeo. Prima infatti ogni stato europeo aveva una propria normativa, ed era difficile, se non impossibile vendere quote al di fuori dei confini nazionali.

Fatta questa importante precisazione, possiamo andare a scoprire il secondo metodo per capire come riconoscere un ETF armonizzato.

Il secondo metodo per capire se un ETF è armonizzato è vedere se l’ETF è quotato sulla Borsa Italiana

Se è quotato lì, puoi stare sicuro che si tratta di un ETF armonizzato.

Il terzo metodo per verificare se un ETF è armonizzato è fare una ricerca con il tuo broker. 

Molte volte infatti i broker stessi limitano la possibilità di investire in ETF non armonizzati (vedi Degiro per esempio). Quindi, prima di perdere tempo a in ricerche, email, richieste ecc… assicurati che l’ETF sia effettivamente acquistabile dal tuo broker. Se non lo è, che sia armonizzato o meno, non farà differenza visto che non potrai acquistarlo. Quindi tutte le tue ricerche saranno state tempo sprecato.

Ora che abbiamo visto come riconoscere gli ETF armonizzati, non ci resta che capire perché è importante capire la differenza tra armonizzato e non.

Perché è importante conoscere la differenza tra ETF armonizzati e non?

Saper riconoscere la differenza tra un ETF armonizzato e un ETF non armonizzato è importante per massimizzare l’efficienza fiscale del portafoglio di investimento.

Gli ETF non armonizzati infatti hanno una gestione fiscale molto più complicata rispetto agli ETF armonizzati. Andiamo a scoprire le differenze.

Fiscalità e tassazione ETF armonizzati

Il decreto legislativo 44/2014 del 1° aprile 2014, che ha recepito la direttiva 2011/61/UE sui gestori di fondi d’investimento alternativi (la AIFMD), ha introdotto una serie di novità, alcune delle quali riguardano il regime fiscale applicato agli etf armonizzati e non. I concetti fondamentali che devi sono 2:

  1. La fiscalità degli ETF armonizzati è quella “classica” e più conosciuta. Si paga il 26% sia sulle plusvalenze che sui dividendi da ETF armonizzati. Entrambi ricadono nella categoria dei redditi da capitale.
  2. Le minusvalenze da ETF armonizzato ricadono invece nella categoria dei redditi diversi.

Fiscalità e tassazione ETF non armonizzati 

Se il tuo broker fa da sostituto di imposta, allora ti verrà prelevato il 26% sotto forma di anticipo sulle tasse. Successivamente dovrai dichiarare separatamente i guadagni ottenuti grazie all’ETF non armonizzato, nel 730 o nel modello unico. Questo redditi si sommeranno poi ai tuoi redditi da lavoro. Quindi:

I rendimenti ottenuti grazie alla compravendita di ETF non armonizzati è equiparato a reddito da lavoro, ed è quindi soggetto ad una tassazione che dipende dalle aliquote IRPEF 2022.

Reddito MinimoReddito MassimoALIQUOTA
15.000,00 €23%
15.000,01 €28.000,00 €25%
28.000,01 €50.000,00 €35%
50.000,01 €43%

Come puoi vedere, ad eccezione del caso in cui hai un reddito lordo appartenente alla prima fascia, la tassazione è superiore rispetto al 26%. Quindi in sede di dichiarazione dei redditi, con ogni probabilità dovrai pagare delle ulteriori tasse rispetto all’anticipo del 26% che è stato applicato dal tuo intermediario (nel caso di regime gestito o amministrato)

Di conseguenza, la tassazione sugli ETF non armonizzati è generalmente più alta rispetto a quella degli ETF armonizzati.

Differenza etf armonizzati e non – Conclusioni

Un ETF per essere classificato come ETF armonizzato deve soddisfare i 4 parametri imposti dalla normativa europea:

  • sufficiente diversificazione
  • redigere periodicamente e pubblicare le schede informative
  • avere un patrimonio separato da quello del fondo
  • investire con moderazione in derivati, a leva e allo scoperto

In generale, si può dire che tutti gli ETF quotati al di fuori dell’Unione Europea non sono armonizzati. La gran parte degli ETF quotati nei Paesi dell’area euro invece sono armonizzati. In particolare tutti gli ETF quotati in Borsa Italia sono armonizzati. Su Xetra ed Euronext, invece, è necessaria maggiore cautela essendo quotati anche prodotti non armonizzati.

Per riconoscere un ETF armonizzato e distinguerlo da un ETF non armonizzato è possibile adottare 3 strategie:

  • vedere se presenta la dicitura UCITS nel titolo o nella scheda informativa
  • controllare se è quotato su Borsa Italiana
  • verificare se è acquistabile con il tuo broker (molti broker non permettono il trading di ETF non armonizzati)

Riguardo all’ultimo metodo c’è da fare un approfondimento. Sel’ETF  è tradabible non è detto che sia necessariamente armonizzato. Contatta il tuo broker per sapere se sei abilitato all’acquisto di ETF non armonizzati. Se non lo sei allora puoi stare tranquillo. Tutti gli ETF che vedi sono armonizzati.

Mi sono informato sui seguenti broker:

  • Degiro NON permette l’acquisto di ETF non armonizzati
  • Directa NON permette l’acquisto di ETF non armonizzati
  • eToro NON permette l’acquisto di ETF non armonizzati
  • Fineco permette l’acquisto di ETF non armonizzati

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