Broker regolamentati dalla CONSOB | Elenco e considerazioni

Quali broker di investimento o trading sono effettivamente presenti negli appositi registri della CONSOB?(l’ente che supervisiona i mercati in Italia)

Se stai leggendo questo articolo probabilmente sei già finito sul sito della CONSOB e ti sei reso conto che ci sono numerose sezioni e che l’elenco per ciascuna sezione è veramente lunghissimo.

Ecco perché in questo articolo scoprirai:

  • quali broker risultano iscritti nei registri CONSOB
  • perché alcune banche o società non vi compaiono
  • cosa comporta l’iscrizione (e cosa vuol dire se un broker non è presente)
  • e quali sono i rischi di affidarsi a piattaforme non registrate

Iniziamo dall’elenco delle piattaforme che in questo momento risultano iscritte nel registro della CONSOB.

Elenco dei broker iscritti al registro CONSOB

Se hai visitato il sito della CONSOB probabilmente lo sai che il registro è organizzato in diverse sezioni:

  • Società di Intermediazione Mobiliare (SIM) italiane,
  • Imprese di investimento comunitarie (broker UE con licenza MiFID),
  • Imprese di paesi terzi (broker extra-UE autorizzati ad operare in Italia).

Prima di approfondire il significato di ciascuna sezione, andiamo a vedere l’elenco dei broker più famosi che sono presenti all’interno del registro della CONSOB:

Nome commercialeRagione socialeRegistro / Sezione CONSOBNumero di iscrizione
ActivTradesACTIVMARKETS – EMPRESA DE INVESTIMENTO, S.A.Imprese di investimento comunitarie con succursalen. 211
AvaTradeAVA TRADE EU LIMITEDImprese di investimento comunitarie senza succursalen. 2640
BG SAXOBG SAXO SIM S.P.ASIMn. 296
Capital.comCapital Com SV Investments LtdImprese di investimento comunitarie senza succursalen. 5079
DirectaDIRECTA SIM S.P.A.SIMn. 59
eToroeToro Europe LtdImprese di investimento comunitarie senza succursalen. 2830
EuclideaEUCLIDEA SIM S.P.A.SIMn. 292
Freedom24FREEDOM FINANCE EUROPE LIMITEDImprese di investimento comunitarie senza succursalen. 4792
IGIG Europe GmbHImprese di investimento comunitarie con succursalen. 170
Interactive BrokersInteractive Brokers IRELAND LIMITEDImprese di investimento comunitarie senza succursalen. 5262
MoneyfarmMFM INVESTMENT LTDImprese di investimento di paesi terzi con succursalen. 3
Plus500Plus500 CY LtdImprese di investimento comunitarie senza succursalen. 4161
RevolutRevolut Securities Europe UABImprese di investimento comunitarie senza succursalen. 5427
Trading 212TRADING 212 LTDImprese di investimento comunitarie senza succursalen. 3299
XTBXTB LTDImprese di investimento comunitarie senza succursalen. 3569

Queste società sono regolarmente abilitate a fornire servizi di investimento al pubblico italiano in virtù dell’autorizzazione rilasciata nel proprio Paese UE, riconosciuta in Italia tramite la normativa MiFID II.

Nota che questo elenco è tutt’altro che esaustivo e potrebbe non essere aggiornato. Verifica sempre sul sito della CONSOB per gli ultimi dati disponibili!

Perchè alcuni nomi famosi non compaiono nel registro CONSOB?

Alcuni di voi ora potrebbero essersi preoccupati perché il broker che si aspettavano di trovare all’interno di questo elenco non compare.

Perché?

Le opzioni sono tre.

Prima opzione: per una ragione o per un’altra, il broker non è effettivamente supervisionato dalla CONSOB. In questo caso, forse è il caso di preoccuparsi (più dettagli nei prossimi capitoli).

Seconda opzione: il broker è iscritto al registro della CONSOB, ma con un nome diverso dal nome commerciale. Infatti in alcuni casi le aziende possono avere un nome commerciale, quello utilizzato sul sito o nelle comunicazioni, ma la società vera e propria può avere una denominazione diversa rispetto a quella commerciale. (vedi Moneyfarm o ActivTrades nella tabella precedente)

Terza opzione: quello che tu chiami “broker” in realtà non è un vero e proprio broker, ma una società che svolge un’attività differente, come per esempio un exchange di criptovalute oppure una banca.

Vediamo alcuni esempi.

Nome commercialeRegistrazioneNote principali
BinanceOAMPuò operare solo come exchange crypto
Crypto.comOAMPuò operare solo come exchange crypto
RobinhoodFINRA/SECBroker statunitense; non regolamentato in Europa ❌
WebullFINRA/SECBroker statunitense; non regolamentato in Europa ❌
Banca MediolanumBanca d’ItaliaBanca italiana
Banca SellaBanca d’ItaliaBanca italiana
UniCreditBanca d’ItaliaBanca italiana
Banco BPMBanca d’ItaliaBanca italiana

Una domanda frequente tra gli utenti è: “Perché molte banche non sono nell’elenco dei broker CONSOB, anche se permettono di investire in azioni e fondi?”

La risposta è semplice: le banche non sono imprese di investimento, ma intermediari bancari vigilati principalmente dalla Banca d’Italia. Sebbene possano offrire servizi di trading, come i broker, sono soggetti ad una normativa differente (spesso ancora più stringente) e quindi non compaiono all’interno dei registri CONSOB (hanno un registro separato).

Ugualmente, anche gli exchange crypto sono soggetti ad una regolamentazione differente, che non richiede l’iscrizione al registro della CONSOB (registro OAM).

CaratteristicaSIMBancaExchange Crypto (VASP)
VigilanzaCONSOB e Banca d’ItaliaBanca d’Italia / BCEOAM e autorità antiriciclaggio
Attività principaleServizi di investimento (trading, consulenza)Raccolta risparmio e creditoScambio e custodia di criptovalute
Tutela per il clienteAlta (MiFID, fondi di garanzia)Alta (fondi di tutela depositi)Limitata (nessuna garanzia patrimoniale richiesta)
Normativa di riferimentoMiFID II – trasparenza e segregazione fondiNorme bancarie e patrimonialiAntiriciclaggio e MiCA (dal 2025)
EsempiDirecta SIM, EquitaIntesa Sanpaolo, UnicreditBinance, Coinbase

Spiegazione delle diverse sezioni del registro CONSOB

La CONSOB suddivide le imprese vigilate in 3 categorie:

Imprese di investimento italiane (SIM)

Sono le Società di Intermediazione Mobiliare con sede in Italia. Queste società devono ottenere l’autorizzazione direttamente dalla CONSOB e dalla Banca d’Italia e sono soggette a una vigilanza costante.

Esempi: Directa SIM, BG SAXO

Imprese di investimento comunitarie con succursale in Italia

Si tratta di broker europei che dispongono di una sede operativa nel nostro Paese. Devono rispettare la normativa MiFID II e sono sottoposti a vigilanza “condivisa” tra l’autorità d’origine e la CONSOB.

Esempi: IG Trading, ActivTrades

Imprese di investimento comunitarie senza succursale

Sono broker UE che operano in Italia senza una vera e propria sede fisica. Non sono tenuti a dialogare direttamente con la CONSOB ma devono notificare le loro attività tramite l’autorità di vigilanza del proprio Paese di residenza.

Esempi: eToro, Plus500, Capital.com

I broker iscritti nel registro CONSOB sono sicuri al 100%?

Ora potresti pensare:

“Ok, il broker è iscritto al registro della CONSOB, ma è sicuro?”

La risposta è: sicuramente è più sicuro di un broker non iscritto al registro CONSOB, ma questo non significa che sia privo di rischi.

L’iscrizione al registro CONSOB è il requisito fondamentale per poter offrire legalmente servizi di investimento al pubblico italiano.

Significa che il broker:

  • è riconosciuto come impresa di investimento o banca autorizzata ai sensi della direttiva europea MiFID II
  • ha notificato alla CONSOB (direttamente o tramite un’altra autorità UE) la propria intenzione di operare in Italia
  • rispetta determinati standard patrimoniali, operativi e di trasparenza

In pratica, l’iscrizione comporta che:

  • il broker deve possedere requisiti patrimoniali minimi e sistemi di gestione del rischio
  • i fondi e gli strumenti dei clienti devono essere separati contabilmente da quelli aziendali (principio di segregazione degli asset)
  • il broker deve fornire ai clienti informazioni chiare e aggiornate su rischi, costi, rendimenti e strumenti negoziati
  • deve inviare report periodici alla propria autorità nazionale, che collabora con la CONSOB per la vigilanza sul mercato italiano
  • deve rispettare regole sui conflitti d’interesse e sulla correttezza delle comunicazioni

In altre parole, un broker regolamentato deve sottostare a regole piuttosto stringenti, sia dal punto di vista operativo che informativo, nei confronti delle autorità e dei clienti.

Vuol dire che sono azzerati tutti i rischi?

Assolutamente no.

L’iscrizione nel registro CONSOB non elimina completamente i rischi legati all’investimento o all’intermediazione finanziaria. Un broker regolamentato offre maggiori tutele legali e operative, ma non è immune da errori tecnici, attacchi informatici, controversie o problemi aziendali.

Cosa succede se il broker fallisce?

Se il broker è iscritto al registro CONSOB, è tenuto ad applicare la segregazione degli asset. Cosa vuol dire? In parole semplici, vuol dire che i tuoi titoli sono registrati separatamente dal patrimonio del broker, spesso a tuo nome o in un conto “omnibus” (un conto collettivo dove i titoli di più clienti sono registrati insieme ma con contabilità interna separata, così da mantenere chiara la proprietà di ciascuno) i presso un depositario.
Questo significa che, anche in caso di fallimento del broker, i tuoi strumenti finanziari restano di tua proprietà e non rientrano nella massa fallimentare.

Abbiamo parlato di cosa accade ai tuoi titoli in caso di fallimento, ma cosa accade alla liquidità depositata?

La liquidità dei clienti è di norma custodita presso banche partner o su conti segregati. In caso di insolvenza del broker o della controparte bancaria, i clienti europei possono beneficiare di specifici schemi di compensazione.

Ad esempio:

  • il Investor Compensation Scheme (ICS) o l’Investor Compensation Fund (ICF) coprono i crediti derivanti dall’inadempienza del broker, generalmente fino a 20.000€
  • per i soli depositi bancari, si applicano i sistemi nazionali di tutela dei depositi (FITD in Italia protegge fino a 100.000€).

Cosa succede se un broker non è iscritto al registro CONSOB?

Scavando nel deep-web hai scavato un broker super conveniente che ti offre un bonus di ingresso spaziale, ma non è iscritto al registro CONSOB?

Forse non è una buona idea affidargli i tuoi soldi.

Affidarsi a un broker non presente nel registro CONSOB espone l’investitore a rischi significativi come:

  1. Difficoltà di ricorso in caso di frode o problemi (visto che non è possibile rivolgersi alla CONSOB o all’arbitro finanziario)
  2. Rischio di truffa, visto che non c’è nessuno che verifichi effettivamente l’operato della società (assumendo che esista una società!)
  3. Rischio di oscuramento del sito e di non riuscire più ad accedere ai fondi (la CONSOB ha il potere di oscurare i siti web di broker non autorizzati che operano verso il pubblico italiano.)

Pensi che stiamo parlando di casi rari ed eccezionali? Tutt’altro. Negli ultimi anni la CONSOB ha oscurato oltre 1500 siti di trading illegali, molti dei quali promettevano “guadagni garantiti” o “conti gestiti senza rischio”. Se sei curioso, qui trovi l’elenco completo della “lista nera” della CONSOB.

3 consigli per ridurre il rischio di farsi truffare

  • Indipendentemente da quanto ti sembra sicuro e autorevole il sito del broker, e dal numero di ottime recensioni, verifica sempre sul registro della CONSOB e della Banca d’Italia che si tratti di un intermediario autorizzato
  • Diffida di chi offre rendimenti garantiti, contatta via WhatsApp o Telegram, o richiede depositi in crypto.
  • Se hai qualche dubbio sull’autenticità di un broker, per favore lascia stare! Perché rischiare quando ci sono centinaia di ottime soluzioni sul mercato? Il rischio non vale la candela! Stai mettendo a rischio i tuoi risparmi e la sicurezza dei tuoi dati personali!

Broker e registro CONSOB – Conclusioni

Come abbiamo visto, la maggior parte dei broker “famosi” è presente all’interno del registro degli intermediari autorizzati della CONSOB.

Se non sono presenti, spesso è perché operano con una licenza bancaria invece che con quella da broker.

L’iscrizione al registro della CONSOB offre delle garanzie su:

  • trasparenza
  • qualità dei processi
  • sicurezza

Tuttavia, anche se remoto, rimane la possibilità di fallimento dell’intermediario. In questi casi ci sono degli strumenti per mitigare il rischio:

  • meccanismi di “assicurazione” della liquidità fino a 20.000€ o 100.000€ in base alla gestione dell’intermediario
  • segregazione degli asset rispetto ai bilanci aziendali

Per maggiori dettagli visita il sito ufficiale della CONSOB:

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