Quali sono le novità introdotte dalla legge di bilancio 2026 che riguardano il fondo pensione?
In breve, le novità 2026 del fondo pensione sono:
- Iscrizione automatica al fondo per i neoassunti dal 1° luglio 2026
- TFR verrà indirizzato automaticamente al fondo pensione se non viene effettuata una scelta
- aumento dell’importo deducibile, che passa da 5.164€ a 5.300€
- sarà possibile ottenere il bonus del datore di lavoro anche se non si opta per il fondo di categoria (salvo condizioni imposte dal ccnl)
- nuove possibilità di erogazione del capitale accumulato nel fondo
Cosa vuol dire in termini pratici per te che stai iniziando un nuovo lavoro o che stai valutando come ottimizzare la gestione del tuo TFR?
Scopriamolo.
Adesione automatica al fondo pensione: cosa succede se non fai nulla
Se stai entrando nel mondo del lavoro in questo periodo, uno dei cambiamenti più significativi riguarda le modalità di destinazione del TFR.
A partire dal 1° luglio 2026 infatti il fondo pensione sarà la scelta di default.
Questo meccanismo si basa sul cosiddetto silenzio-assenso: se non comunichi una scelta entro i tempi previsti (60 giorni), l’adesione al fondo pensione scatta in automatico.
Cosa vuol dire questo?
Facciamo un esempio pratico.
Inizi un nuovo lavoro nel settore privato a settembre 2026.
Nei primi mesi ti vengono consegnati diversi documenti, tra cui quelli relativi al TFR e alla previdenza complementare.
Nello specifico ti verrà chiesto se vorrai destinare il tuo TFR al fondo pensione o lasciarlo in azienda.
Se:
- non compili alcun modulo,
- non indichi dove destinare il TFR,
allora vieni iscritto automaticamente al fondo pensione previsto dal tuo contratto collettivo e il TFR maturando inizia a confluire nel fondo.
Altro caso molto comune: lavori già da anni, ma non hai compilato i moduli relativi alla scelta di destinazione del TFR messi a disposizione dalla nuova azienda
Dal 2026, la mancanza di una scelta esplicita viene interpretata come consenso all’adesione al fondo pensione di riferimento.
Aumento del limite di deducibilità del fondo pensione e contributo del datore di lavoro
Ipotizziamo che tu abbia deciso di aderire al fondo pensione. La domanda successiva che potresti farti (visto che ti viene richiesta nel modulo di adesione) è:
Quanto contribuire al fondo pensione? Metto solo il TFR o faccio anche dei versamenti volontari?
Devi sapere infatti che se decidi di versare una percentuale del tuo stipendio nel fondo pensione puoi ottenere dei benefici fiscali extra:
- deduzione dei contributi extra al fondo pensione (fino ad un massimo di 5.300€)
- contributo aggiuntivo del datore di lavoro (se il contributo supera una determinata soglia prescritta dal ccnl).
Anche nel 2026 i contributi versati al fondo pensione restano deducibili dal reddito imponibile IRPEF, entro un certo limite annuo.
La novità del 2026 è che questo limite è stato leggermente aumentato da 5164€ a 5300€, rendendo il vantaggio fiscale un po’ più ampio rispetto al passato.
Cosa vuol dire in termini pratici. Facciamo un esempio.
Hai un reddito lordo annuo di 35.000 euro e versi 3.000 euro l’anno nel fondo pensione (tra contributi volontari e TFR, per semplicità consideriamo solo i contributi deducibili).
Quei 3.000 euro:
- non vengono tassati oggi,
- abbassano il tuo reddito imponibile da 35.000 a 32.000 euro.
Se il tuo scaglione IRPEF medio è intorno al 35%, il risparmio fiscale è di circa 1.050 euro nell’anno.
In pratica:
- versi 3.000 euro,
- ma il “costo reale” per te è circa 1.950 euro.
Il resto lo stai recuperando grazie ad uno “sconto” sulle tasse.
Le novità ed i vantaggi 2026 sul fondo pensione non finiscono qua.
Infatti a partire dal 2026 si apre uno spiraglio per estendere l’accesso al contributo obbligatorio del datore di lavoro anche ai fondi aperti e PIP.
Fino al 2025 infatti era possibile ottenere un contributo aggiuntivo del datore di lavoro nel caso in cui optassi per versare un contributo extra solitamente intorno al 1%.
Se effettuavi questo contributo extra tramite il datore di lavoro, Il datore di lavoro era obbligato a contribuire di tasca sua con un contributo extra secondo quanto prescritto dal CCNL.
In altre parole erano praticamente soldi gratis.
Fino al 2025 però c’era l’obbligo che il lavoratore optasse per il fondo di categoria per poter ottenere questo bonus.
A partire dal 2026 invece il lavoratore potrà ottenere questo bonus anche optando per fondi pensione aperti e PIP. Questo a condizione che il CCNL non riporti esplicitamente che i lavoratore possa ottenere il contributo del datore di lavoro solo nel caso in cui opti per il fondo di categoria.
Non sai la differenza tra fondo di categoria, fondo aperto e PIP? Approfondisci in questa guida:
Differenza tra fondo di categoria, fondo aperto e PIP
Nuove possibilità di erogazione del capitale accumulato nel fondo
Una delle novità 2026 più impattanti sull’utilizzo del fondo pensione riguarda le nuove possibilità di erogazione del capitale.
Dal 2026 le regole diventano più flessibili.
Vediamo cosa cambia in pratica.
Quando arrivi all’età pensionabile, il capitale accumulato nel fondo pensione può essere utilizzato in due modi principali:
- una parte come capitale (liquidato al momento del pensionamento)
- una parte come rendita, cioè una sorta di “pensione integrativa” pagata nel tempo
Dal 2026 aumenta la quota massima che puoi ricevere subito in capitale, rendendo il fondo pensione più flessibile rispetto al passato.
In altre parole, hai più libertà su come e quando usare i tuoi soldi, senza essere obbligato a trasformarli quasi interamente in rendita.
Vai in pensione e nel fondo pensione hai accumulato 120.000 euro.
Con le nuove regole:
- puoi chiedere una parte significativa subito, sotto forma di capitale (ad esempio 60–70.000 euro),
- il resto viene trasformato in rendita mensile
Oltre alla classica scelta “capitale + rendita”, dal 2026 vengono rafforzate modalità di utilizzo più graduali.
Questo significa che, in determinate condizioni, puoi:
- ricevere il capitale in modo frazionato su più anni,
- pianificare prelievi programmati
- adattare l’uscita alle tue reali esigenze di spesa
Perché può essere utile? Vediamo uno scenario piuttosto credibile.
Vai in pensione a 67 anni, ma la pensione pubblica è più bassa del tuo ultimo stipendio e nei primi anni di pensione hai comunque spese piuttosto alte (casa, salute, famiglia, ecc…)
Grazie alle nuove regole del fondo pensione puoi optare per una rendita distribuita usare il capitale per integrare il reddito nei primi 5–10 anni.
Novità fondo pensione 2026: cosa fare ora
Il 2026 ha introdotto importanti novità per il fondo pensione, ma nulla di sconvolgente. I principi rimangono gli stessi.
- E’ aumentata la soglia di deducibilità dal 5164 a 5300
- sono cambiate leggermente le modalità di sottoscrizione “automatica” in caso di mancanza di scelta esplicita
- è stata introdotta la possibilità di ottenere il contributo del datore di lavoro anche per fondi aperti e PIP
- sono cambiate leggermente le modalità di uscita.
Piccoli ritocchi ma che non cambiano la sostanza.
Le scelte più rilevanti rimangono le stesse:
- lasciare il TFR in azienda o versarlo nel fondo pensione?
- che tipologia di fondo pensione scegliere? Aperto, chiuso o PIP?
- quale comparto del fondo pensione scegliere? Garantito, conservativo o aggressivo?
- conviene versare i contributi volontari o meglio investire in autonomia?
Cliccando sui link qui sopra troverai un approfondimento che ti permetterà di rispondere a tutte queste domande!
Se invece sei in cerca di una guida più generale sulla pianificazione per la pensione, ti invito a leggere la nostra guida gratuita sull’argomento:









