Migliori ETF sull’idrogeno | CONFRONTO e Opinioni

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Investire nell’idrogeno tramite ETF


Come sappiamo il mondo si è impegnato in una battaglia contro le emissioni di CO2 e a diventare “carbon neutral” entro il 2050.Per raggiungere questo obiettivo la strada è piuttosto chiara, trovare delle alternative ai combustibili fossili. Ed è qui che entra in campo l’idrogeno (e gli ETF sull’idrogeno per cavalcare questo trend)

Cos’è l’idrogeno

L’idrogeno è l’elemento più semplice che esiste in natura. E’ identificato dalla lettera H e livello atomico è composto da un protone ed un elettrone.

A livello molecolare si presenta generalmente sotto forma di H2. Ma è presente in tantissime molecole. Tra queste le più importanti sono l’H2O (l’acqua) e gli idrocarburi (….CH4)

tavola periodica degli elementi con l'idrogeno in evidenza

Come viene prodotto

Oltre a essere l’elemento più semplice, l’idrogeno è anche quello più abbondante. Come abbiamo visto è presente in molte molecole. Per questo è relativamente facile trovare molecole da cui estrarlo. Esistono infatti diverse tecnologie per estrarlo.

In funzione della tecnologia utilizzata l’idrogeno acquista diversi nomi.

Idrogeno verdeestratto dall’acqua tramite l’idrolisi alimentata da fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico, fotovoltaico)
Idrogeno violaestratto dall’acqua tramite l’idrolisi alimentata da energia nucleare
Idrogeno bluestratto da idrocarburi fossili
Idrogeno grigioestratto dal metano
Idrogeno neroprodotto da centrali a carbone o petrolio.

Perché investire sull’idrogeno

Già da tempo l’idrogeno è utilizzato per la produzione industriale dell’acciaio, dell’ammoniaca, del metanolo e soprattutto per raffinare il petrolio.

Tuttavia, la tecnologia sta facendo passi da gigante. Si stanno trovando sempre nuove alternative per l’utilizzo di questa materia prima.

In particolare si sta sperimentando l’applicazione dell’idrogeno come sostituto del petrolio per alimentare motori di piccole e grandi dimensioni.

Questo potrebbe avere importanti implicazioni nei seguenti campi:

  • veicoli
  • produzione industriale
  • produzione di energia

Inutile dire quindi che, se effettivamente diventasse una valida alternativa al petrolio, il mercato dell’idrogeno avrebbe un boom incredibile.

Già da anni il mercato dell’idrogeno è in espansione. Pensa che nel 1975 la domanda globale era di appena 18Mt, mentre già nel 2018 era di 72Mt. Una crescita di oltre il 300% in poco più di 40 anni!

Comunque se vuoi approfondire la questione “tecnologie legate all’idrogeno” ti invito a guardare questo video in cui è spiegato tutto in maniera piuttosto chiara.

Oltre a questo video, ti lascio anche l’intervista di Marco Montemagno a Nicola Armaroli (Ricercatore del CNR). L’ho ascoltata recentemente e mi ha colpito la chiarezza con con cui Nicola ha spiegato i concetti e ha presentato con occhio critico le possibili applicazioni tecnologiche future dell’idrogeno.

Perchè non investire nell’idrogeno

La tecnologia è ancora piuttosto acerba.

Secondo l’International Energy Agency (IEA) esistono diversi ostacoli che questa tecnologia deve ancora superare prima di raggiungere la maturità

“La produzione di idrogeno da energia a basse emissioni di carbonio è attualmente costosa. L’analisi dell’AIE rileva che il costo della produzione di idrogeno da elettricità rinnovabile potrebbe diminuire del 30% entro il 2030 a causa del calo dei costi delle energie rinnovabili e dell’aumento della produzione di idrogeno. Le celle a combustibile, le apparecchiature di rifornimento e gli elettrolizzatori (che producono idrogeno dall’elettricità e dall’acqua) possono tutti trarre vantaggio dalla produzione di massa.

Lo sviluppo delle infrastrutture per l’idrogeno è lento e ne frena l’adozione diffusa. I prezzi dell’idrogeno per i consumatori dipendono fortemente da quante stazioni di rifornimento ci sono, dalla frequenza con cui vengono utilizzate e dalla quantità di idrogeno fornita al giorno. Affrontare questo problema richiederà probabilmente una pianificazione e un coordinamento che riuniscano governi, industria e investitori nazionali e locali.

Oggi l’idrogeno è quasi interamente fornito dal gas naturale e dal carbone. L’idrogeno è già presente su scala industriale in tutto il mondo, ma la sua produzione è responsabile di emissioni annuali di CO2 equivalenti a quelle di Indonesia e Regno Unito messe insieme. Sfruttare questa scala esistente sulla strada per un futuro di energia pulita richiede sia la cattura di CO2 dalla produzione di idrogeno da combustibili fossili sia una maggiore fornitura di idrogeno dall’elettricità pulita.

Le normative attualmente limitano lo sviluppo di un’industria dell’idrogeno pulito. 

Il governo e l’industria devono collaborare per garantire che le normative esistenti non costituiscano un inutile ostacolo agli investimenti. Il commercio trarrà vantaggio da standard internazionali comuni per la sicurezza del trasporto e dello stoccaggio di grandi volumi di idrogeno e per tracciare gli impatti ambientali delle diverse forniture di idrogeno. “

Quindi se stai pensando di investire nell’idrogeno, pensaci bene… potrebbero volerci anni prima che la tecnologia sia matura e le aziende inizino a guadagnare veramente.

grafico prezzzo air liquide

Ref. AIR LIQUIDE (AI.PA) Stock Price

ETF sull’idrogeno

Ok, è arrivato il momento di parlare di strumenti per investirci in questa tenologia.

Vediamo quindi gli ETF migliori per investire nell’idrogeno.

Come al solito è bene precisare che tramite gli ETF non stai investendo nella materia prima in se, ma stai investendo in paniere di aziende che sono esposte al mercato dell’idrogeno.

Esposte in che senso?

Lo scopriamo subito!

Al momento esistono 2 ETF sull’idrogeno.

confronto grafico prezzo etf sull'idrogeno

ref. JustETF

Il primo è stato quotato l’1 febbraio 2021 mentre il secondo il 26 marzo 2021.Quindi in entrambi i casi stiamo parlando di ETF giovanissimi! E questo si ripercuote anche sulle dimensioni dei fondi. Il primo ha già dimensioni ragionevoli, circa 300 milioni, mentre il secondo ha raccolto finora solamente 20 milioni.

Vediamo brevemente alcune altre informazioni base.

L&G Hydrogen Economy UCITS ETFVanEck Vectors Hydrogen Economy UCITS ETF
BenchmarkSolactive Hydrogen EconomyMVIS Global Hydrogen Economy
Utilizzo delle renditeAccumulazioneAccumulazione
Modalità di replicaReplica fisica totaleReplica fisica totale
TER0,49% annuo0,55% annuo
Borsa ItalianaSISI

Come possiamo vedere dalla tabella, sulla carta gli ETF sono molto simili. La differenza più grande è certamente il benchmark.

Essendo indicizzati su due indici diversi è inevitabile che ci siano delle differenze significative tra questi due ETF sull’idrogeno.

Composizione indici sull’idrogeno

Analisi indice per L&G Hydrogen Economy UCITS ETF

Come abbiamo già visto l’ L&G Hydrogen Economy UCITS ETF è indicizzato al Solactive Hydrogen Economy.

Secondo quanto dichiarato questo indice si propone di replicare la performance di aziende internazionali operanti nell’industria dell’idrogeno.

Che vuol dire tutto e niente.

Andiamo quindi a vedere più nello specifico di cosa si occupano le aziende incluse nell’indice,

  • produzione di idrogeno
  • infrastruttura di distribuzione dell’idrogeno
  • produzione di celle a combustibile
  • fornitura di componenti per celle a combustibile
  • accumulo di energia
  • veicoli elettrici a celle a combustibile
  • trasporto di idrogeno
  • proprietari di brevetti sull’idrogeno
  • applicazioni dell’ idrogeno

In altre parole le aziende incluse sono di 4 tipi:

1. Un produttore o fornitore di celle energetiche

2. Un produttore o distributore di idrogeno

3. Un fornitore di tecnologie industriali legate all’idrogeno

4. L’azienda lavora nell’ambito della mobilità ad idrogeno

Per completezza vediamo la lista delle prime 10 aziende presenti:

KOLON INDUSTRIES INC4.75%
THE CHEMOURS COMPANY4.67%
LINDE PLC4.59%
AIR PRODUCTS & CHEMICALS INC4.57%
DAIMLER4.54%
CUMMINS INC4.44%
JOHNSON MATIHEY PLC4.40%
AIR LIQUIDE4.22%
SIEMENS4.16%
TOYOTA MOTOR CORP4.16%
44.5%

Non voglio scendere nel dettaglio di ciascuna azienda senno l’articolo diventerebbe 38948 pagine.

Comunque può essere interessante osservare che le quote dell’ ETF sono distribuite in maniera abbastanza equa tra le prime 10 aziende, visto che più o meno tutte contano un 4% del totale. 

Le aziende nell’indice al momento sono 28 quindi probabilmente anche le altre società avranno più o meno un peso simile.

Quindi l’ETF è abbastanza diversificato, nonostante includa poche aziende.

Parlando di diversificazione, andiamo a vedere la diversificazione geografica e monetaria.

composizione -geografica e monetaria indice Solactive Hydrogen Economy Index

Come possiamo vedere da questo punto di vista non ci sono problemi visto che l’indice è molto diversificato.

Analisi indice per VanEck Vectors Hydrogen Economy UCITS ETF

Andiamo a vedere cosa cambia se invece del Solactive Hydrogen Economy Index scegliamo l’ MVIS Global Hydrogen Economy Index.

rendimenti storici dell' indice MVIS global Hydrogen economy

Secondo quanto dichiarato l’indice L’indice MVIS Global Hydrogen Economy replica le più grandi e liquide aziende globali che operano nell’economia dell’idrogeno.

In particolare le aziende operano nei seguenti settori:

  • celle a combustibile
  • gas industriali

Essendoci poche aziende specializzate sull’idrogeno, l’indice include anche aziende che non sono concentrate solamente su questo settore, ma ne traggono almeno il 25% del fatturato.

Questo vuol dire che di fatto non ci stiamo esponendo solo al mercato dell’idrogeno ma anche a molto altro.

Vediamo quindi a quali settori.

settori delle aziende presenti nell'indice mvis global hydrogen economy

Come possiamo vedere le aziende presenti nell’indice lavorano prevalentemente nel campo industriale e dei materiali.

In termini geografici e di capitalizzazione c’è un buon livello di diversificazione. 

L’indice include poco più del 50% di Large cap, circa il 40% di mid cap e 10% small cap.

A livello geografico, come spesso accade dominano gli Stati Uniti. Ma c’è un buon livello di diversificazione visto che c’è anche tanta Europa e un po’ di Asia.

composizione nazionale e cap indice mvis global hydrogen economy

Chiudiamo l’analisi andando a vedere le 10 aziende (su 25) che compongono l’indice.

BALLARD POWER SYSTEMS INC10,21%
LINDE PLC9,13%
AIR LIQUIDE SA9,05%
AIR PRODUCTS & CHEMICALS INC9,01%
NEL ASA8,68%
MITSUBISHI CHEMICAL HOLDINGS8,38%
PLUG POWER INC7,12%
BLOOM ENERGY CORP6,65%
FUELCELL ENERGY INC.6,18%
ITM POWER PLC5,30%
NIKOLA CORP4,09%
CERES POWER HOLDINGS PLC3,90%
87,70%

Contrariamente a quanto abbiamo visto prima l’indice è molto più sbilanciato. Le prime 10 aziende contano per quasi il 90% dell’indice. Tantissimo! 

Quindi attenzione. Prima di investire in questo indice ti consiglio vivamente di andare ad informarti su queste aziende. E se non ti va di farlo per tutte, almeno per fallo per le prime 5, 6.

E’ veramente importante dato che praticamente un decimo dei soldi che investi in questo indice finirà in azioni di queste singole aziende.

Confronto rendimenti

Purtroppo lo storico dei dati disponibili è praticamente nullo visto che sia gli indici che gli ETF sono appena stati lanciati. Quindi penso sia insensato andare a guardare i rendimenti su un arco temporale così breve.

Migliori ETF sull’idrogeno – Conclusioni

La transizione verso un modo “Carbon Neutral” sta spingendo la ricerca di fonti di energia alternative.

Tra queste si sta diffondendo l’idrogeno. L’idrogeno di per sé non costituisce una fonte di energia valida ma si pone come soluzione per l’energy storage. L’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili può essere conservata sotto forma di idrogeno e poi liberata tramite un motore.

La tecnologia è già disponibile da decenni, ma deve ancora essere raffinata ed è ancora troppo costosa per raggiungere il mass market.

Ad ogni modo in un’ottica futura può essere interessante investire in aziende che producono queste tecnologie attraverso degli ETF sull’economia dell’idrogeno.

Al momento sul mercato ce ne sono 2:

  • L&G Hydrogen Economy UCITS ETF
  • VanEck Vectors Hydrogen Economy UCITS ETF

L&G Hydrogen Economy UCITS ETF include 28 aziende di tutto il mondo che lavorano sui: produzione di idrogeno, infrastruttura di distribuzione dell’idrogeno, produzione di celle a combustibile, fornitura di componenti per celle a combustibile, accumulo di energia, veicoli elettrici a celle a combustibile, trasporto di idrogeno o proprietari di brevetti sull’idrogeno.

I temi sono più o meno gli stessi anche nel caso del VanEck Vectors Hydrogen Economy UCITS ETF.

Nonostante i temi e gli obiettivi degli ETF siano gli stessi, le aziende contenute in uno sono piuttosto diverse da quelle contenute nell’altro.

La differenza sostanziale sta però nel peso che viene dato alla varie aziende. Nel L&G Hydrogen Economy UCITS ETF le quote sono distribuite in maniera piuttosto equilibrata su tutte le 28 aziende. Al contrario, nel caso VanEck Vectors Hydrogen Economy UCITS ETF le quote sono molto sbilanciate su poche aziende. Le prime 10 aziende infatti costituiscono quasi il 90% dell’ETF.

Quindi se sei convinto del valore delle aziende principali del VanEck Vectors Hydrogen Economy UCITS ETF ha senso che tu scelga questo ETF. Se invece non hai tempo, voglia o le competenze per analizzare queste aziende potrebbe avere più senso scegliere un approccio un po’ più blando e scegliere invece L&G Hydrogen Economy UCITS ETF.

Se sei d’accordo con queste osservazioni o hai qualcosa da aggiungere scrivilo pure qui sotto nei commenti. Potrebbe essere utile anche agli altri lettori!

Ah e se ti interessano gli ETF potrebbe anche interessarti la selezione dei migliori ETF per categoria!

Risorse Aggiuntive

https://www.iea.org/reports/the-future-of-hydrogen

https://www.energy.gov/sites/prod/files/2020/07/f76/USDOE_FE_Hydrogen_Strategy_July2020.pdf

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