Quando si parla di contributi obbligatori per la pensione, non esiste una regola valida per tutti.
Il calcolo cambia in base alla tua attività, alla gestione previdenziale a cui sei iscritto e, nel caso delle partite IVA, anche al regime fiscale che utilizzi. Un dipendente, un commerciante in regime forfettario, un professionista senza Albo e un professionista iscritto a una Cassa professionale possono avere regole molto diverse tra loro.
Per questo ho deciso di creare questa guida: un punto di partenza chiaro per capire una domanda semplice, ma tutt’altro che banale:
Quanti contributi devo versare per la pensione?
In questo articolo vedremo come funzionano i contributi obbligatori nelle principali situazioni:
- contributi per artigiani e commercianti;
- contributi per professionisti senza Albo o Ordine professionale;
- contributi per professionisti con Albo o Ordine professionale;
- contributi per lavoratori dipendenti.
Per le partite IVA, inoltre, bisogna distinguere tra regime ordinario e regime forfettario. Per questo motivo, quando necessario, partirò dalle regole generali applicate al regime ordinario e poi passerò al caso specifico del regime forfettario. Il motivo è semplice: spesso le agevolazioni o le particolarità del forfettario si basano proprio sulle regole ordinarie.
Probabilmente non ti interesseranno tutti i casi, ma solo quello più vicino alla tua situazione. Per questo ti consiglio di usare la tabella dei contenuti per saltare direttamente alla sezione che ti riguarda.
Una volta capito il funzionamento generale, potresti voler stimare concretamente quanti contributi dovrai pagare. Per farlo puoi usare i calcolatori di Investimi, che trovi qui:
Contributi obbligatori per la pensione da Artigiano e Commerciante
Se sei un commerciante o un artigiano a partita IVA devi iscriverti alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS.
I contributi pensionistici obbligatori nel caso di artigiani e commercianti sono legati ad una quota minima da versare indipendentemente dal fatturato. Questa quota è poi aumentata secondo 2 scaglioni a seconda del fatturato.
Questo sistema viene definito “a minimale e massimale” perché applicando questo approccio si crea di fatto una quota minima ed una quota massima di contribuzione.
Quindi se il tuo reddito è molto molto basso ti troverai a dover pagare la rata minima.
Se il tuo reddito è molto molto alto invece ti troverai a dover pagare la rata massima.
Chi stabilisce quale reddito è alto e quale è basso? L’INPS. Ogni anno infatti l’INPS aggiorna i minimali e i massimali in base a parametri che non ci interessano. Insieme ai massimali e i minimali, l’INPS aggiorna anche le quote di contribuzione dovute da coloro che ricadono nel mezzo.
Ti riassumo qui sotto quali sono i massimali ed i minimali per il 2026 con i limiti che definiscono anche le fasce intermedie di contribuzione .
Contributi INPS Artigiani 2026
| Voce | Valore 2026 |
|---|---|
| Contributo minimo annuo | € 4.521,36 |
| Reddito minimo di riferimento IVS | € 18.808,00 |
| Aliquota fino a € 56.224 | 24,00% |
| Aliquota oltre € 56.224 | 25,00% |
| Massimale reddito contributivo | € 93.707 ante-1996 / € 122.295 post-1996 |
Secondo questi dati dunque, le formule per calcolare i contributi obbligatori per gli artigiani diventano:
| Fascia di reddito 2026 | Contributo obbligatorio artigiani |
|---|---|
| Fino a € 18.808 | € 4.521,36 |
| Da € 18.808 a € 56.224 | € 4.521,36 + 24,00% × (reddito – € 18.808) |
| Da € 56.224 a € 122.295 | € 13.501,20 + 25,00% × (reddito – € 56.224) |
| Oltre € 122.295 | € 30.018,95 massimo per iscritti post-1996 |
Solo nel caso di lavoratori sotto i 22 anni le quote sono leggermente più basse.
Contributi INPS Commercianti 2026
| Voce | Valore 2026 |
|---|---|
| Contributo minimo annuo | € 4.611,64 |
| Reddito minimo di riferimento IVS | € 18.808,00 |
| Aliquota fino a € 56.224 | 24,48% |
| Aliquota oltre € 56.224 | 25,48% |
| Massimale reddito contributivo | € 93.707 ante-1996 / € 122.295 post-1996 |
Secondo questi dati dunque, le formule per calcolare i contributi obbligatori per i commercianti diventano:
| Fascia di reddito 2026 | Contributo obbligatorio commercianti |
|---|---|
| Fino a € 18.808 | € 4.611,64 |
| Da € 18.808 a € 56.224 | € 4.611,64 + 24,48% × (reddito – € 18.808) |
| Da € 56.224 a € 122.295 | € 13.771,08 + 25,48% × (reddito – € 56.224) |
| Oltre € 122.295 | € 30.605,97 massimo per iscritti post-1996 |
Solo nel caso di lavoratori sotto i 22 anni le quote sono leggermente più basse.
Sconto contributi obbligatori Regime Forfettario Artigiani e Commercianti
Se sei un artigiano o un commerciante che ha scelto la partita IVA a regime forfettario hai diritto ad uno “sconto” sui contributi obbligatori INPS. Grazie a questa agevolazione i tuoi contributi verranno ridotti del 35%.
Su quale reddito vengono calcolati i contributi?
Come abbiamo visto in questo articolo di approfondimento sui regimi della partita IVA, il reddito di una partita IVA a regime forfettario viene calcolato moltiplicando il fatturato per il coefficiente di redditività (che dipende dal tuo codice ATECO).
Facciamo un esempio.
Matteo fattura 50.000 € con una partita IVA che fa riferimento al “Commercio all’ingrosso e al dettaglio”, a cui corrisponde un coefficiente di redditività del 40%.
Il reddito su cui Matteo dovrà pagare i contributi INPS sarà quindi pari a:
50.000 € × 40% = 20.000 €
Già che ci siamo, portiamo avanti l’esempio e calcoliamo i contributi obbligatori per la pensione in regime forfettario. Usiamo la tabella dei commercianti aggiornata al 2026.
Consideriamo la seconda fascia, cioè quella da 18.808 € a 56.224 €, e supponiamo un reddito di 20.000 €. La quota di contribuzione è pari a:
4.611,64 € + 24,48% × (20.000 € – 18.808 €) = 4.903,44 €
Attento però: nel regime forfettario, artigiani e commercianti possono richiedere una riduzione del 35% dei contributi INPS.
Di conseguenza, se Matteo ha richiesto e ottenuto la riduzione contributiva, dovrà pagare circa:
4.903,44 € × 65% = 3.187,24 €
Quindi, in questo esempio, Matteo dovrà pagare circa 3.187,24 € di contributi INPS per la pensione.
Contributi obbligatori per la pensione per Lavoratori Autonomi senza cassa
Regime ordinario
I lavoratori autonomi senza cassa sono tutti quei lavoratori che lavorano in maniera indipendente e svolgono un’attività non regolamentata da un Albo Professionale.
Tutti questi lavoratori devono iscriversi alla Gestione Separata INPS, ossia un fondo pensionistico dedicato appunto a tutti i professionisti che non hanno un Albo professionale quindi neanche una cassa previdenziale riservata.
Se ricadi in questa categoria sei tenuto a versare alla Gestione Separata INPS una determinata percentuale del tuo reddito. Per il 2026 questa percentuale è pari a:
| Categoria | Aliquota totale 2026 |
|---|---|
| Collaboratori/figure assimilate non assicurati, con DIS‑COLL | 35,03 % |
| Collaboratori/figure assimilate non assicurati, senza DIS‑COLL | 33,72 % |
| Professionisti autonomi senza altra forma obbligatoria (P.IVA) | 26,07 % |
| Professionisti o collaboratori già pensionati o iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria | 24,00 % |
Questi contributi sono totalmente a tuo carico. In alcuni casi però puoi “scaricare” una parte di questi costi sui tuoi clienti inserendo in fattura una voce “Contributo INPS” che ti permette di fare un ricarico del 4% e pagare in parte questi contributi.
Attento però: come per i commercianti e gli artigiani, esiste un minimale e un massimale sulle contribuzioni pensionistiche. Chiunque abbia un reddito al di fuori del range 18.808€ – 122.295€ sarà costretto a pagare:
- il minimale, se si trova al di sotto di 18.808€
- il massimale se si trova al di sopra dei 122.295€
Vediamo quindi i minimali ed i massimali in funzione delle aliquote dei contributi per la gestione separata INPS:
| Aliquota di riferimento | Contribuzione minima | Contribuzione massima |
|---|---|---|
| 35,03 % (contributo con DIS-COLL) | € 6.588,44 | € 42.836,94 |
| 33,72 % (senza DIS-COLL) | € 6.341,26 | € 41.235,87 |
| 26,07 % (professionisti senza altra previdenza) | € 4.903,25 | € 31.882,31 |
| 24,00 % (professionisti già pensionati o con altra tutela) | € 4.513,92 | € 29.350,80 |
In realtà i minimali non costituiscono un vincolo fisso. E’ possibile infatti versare anche meno. In questo caso però non verrà considerato un intero anno di contribuzione ma solamente un numero di mesi proporzionale alla quota versata.
Regime Forfettario
Nel caso lavoratore a partita IVA in regime forfettario iscritto alla Gestione Separata INPS la quota di contribuzione per la pensione è fissa ed è pari a 25,72%.
Come nel caso precedente questa quota non va applicata sul fatturato ma sul reddito. Di conseguenza per calcolare quanto effettivamente vada pagato per la gestione separata INPS bisogna applicare il coefficiente di redditività corrispondente al tuo codice ATECO.
Facciamo un esempio. Matteo gestisce le campagne marketing per le società, la sua attività ha un coefficiente di redditività del 78% e fattura 50.000€. Il suo guadagno forfettario è pari a 39.000€ [50.000€*0,78] e di conseguenza dovrà pagare alla gestione separata INPS 10.030€ [39.000€*0,2572].
Contributi obbligatori per Professionisti con cassa autonoma
I professionisti che appartengono a categorie riunite in Albi o Ordini sono tenuti a versare i contributi pensionistici alle proprie Casse di previdenza.
Ingegneri, geometri, notai, avvocati, architetti, medici, infermieri ecc… Tutte queste figure hanno una loro Cassa autonoma. Se sei dell’ambiente quasi sicuramente ne hai anche già sentito parlare. Ti riassumo qui sotto le principali casse ed i professionisti che ne fanno parte.
| CASSA FORENSE | Avvocati e Procuratori |
| CASSA NOTARIATO | Notai |
| CIPAG | Geometri |
| CNPADC | Dottori Commercialisti |
| CNPR | Ragionieri e periti commerciali |
| ENASARCO | Agenti e rappresentanti di commercio |
| ENPAB | Biologi |
| ENPACL | Consulenti del lavoro |
| ENPAF | Farmacisti |
| ENPAM | Medici |
| ENPAP | Psicologi |
| ENPAPI | Infermieri professionali |
| ENPAV | Veterinari |
| EPAP | Pluricategoriale |
| EPPI | Periti Industriali |
| INARCASSA | Ingegneri e Architetti |
| INPGI | Giornalisti |
Ciascuna di queste casse adotta delle politiche differenti quindi il modo migliore per avere informazioni dettagliate, aggiornate e precise è contattare la tua cassa di riferimento. Ad ogni modo può essere interessante riassumere e confrontare a spanne le quote richieste dalle varie casse. Infatti la maggior parte delle casse adottano 4 diversi tipi di contributi:
- un contributo soggettivo calcolato in percentuale sul reddito netto
- un contributo integrativo, variabile da un 2% a un 5% da calcolare sul volume d’affari
- un contributo di maternità, stabilito in cifra fissa
- un contribuzione modulare, facoltativa e non presente in tutte le Casse, stabilita in cifra fissa o in percentuale sul reddito professionale netto dichiarato.
| CASSA | CONTRIBUTO SOGGETTIVO | CONTRIBUTO INTEGRATIVO | CONTRIBUTO FACOLTATIVO |
| CASSA DEL NOTARIATO | – | – | – |
| CASSA FORENSE | 16% | 4 % (min €350) | modulare volontario |
| CIPAG | 15% | 5% | |
| CNPADC | 12% | 4% | 1% – 100% |
| CNPR | 15% | 4% | fino al 25% |
| ENASARCO | 16% | – | – |
| ENPAB | 15% | 4% | 2% – 10% |
| ENPACL | 12% | 4% | multipli di € 500 |
| ENPAF | predeterminato | – | possibilità contribuzione doppia/tripla |
| ENPAM | 19,5% | – | – |
| ENPAP | 10% | 2% | – |
| ENPAPI | 16% | 4% | – |
| ENPAV | 12,50% | 2% | 2% – 14% |
| EPAP | 15% | 4% | 12%, 14%, 16%, 18% |
| EPPI | 17% | 4% | fino al 9% |
| INARCASSA | 14,50% | 4% | 1% – 8,5% (min. € 250, max € 12.372) |
| INPGI gestione separata | 10% | 2% | minimo 5% |
Attento: come per gli Artigiani ed i Commercianti anche per molte di queste Casse esistono delle convenzioni per i giovani sotto una determinata soglia di età, così come dei minimali e dei massimali di contribuzione.
Purtroppo, per i professionisti con Albi e Ordini che utilizzano il regime forfettario nella maggior parte dei casi non ci sono sconti per il calcolo dei contributi pensionistici.
Contributi obbligatori per la pensione da Lavoratore Dipendente
La pensione obbligatoria di un lavoratore dipendente è funzione del reddito lordo annuo: più guadagna il lavoratore maggiore sarà l’importo dovuto per la contribuzione obbligatoria. Dell’importo dovuto, una parte di è a carico del datore di lavoro ed una parte è a carico del lavoratore.
- 23,81% a carico azienda
- 9,19% a carico del lavoratore
Cosa significa questo per te che sei lavoratore dipendente? Se sei un lavoratore dipendente sappi che ogni mese ti verrà sottratto il 9,19% (circa un decimo) del tuo stipendio come forma di contribuzione per la tua pensione.
Facciamo un esempio pratico per capire meglio: Matteo lavora come ingegnere civile dipendente in un ufficio di progettazione e guadagna 3.000€ lordi al mese. Di questi 3000€ una parte andrà destinata alle tasse (secondo le aliquote INPS) e circa 300€ andranno destinati appunto alla pensione obbligatoria.
Contemporaneamente anche il tuo datore di lavoro dovrà versare all’INPS dei contributi a tuo nome. Questi contributi ammontano a circa 715€ (3000€*0,2381). Un bel po’ di soldi che ti risparmi. Soldi che non vedi mai ma che un giorno scoprirai di avere in qualche modo da parte.
Prima di chiudere c’è un altro appunto da fare. Per tutti i lavoratori dipendenti che percepiscono più di 47.379€ lordi all’anno il contributo obbligatorio per la pensione non è pari al 9,19% ma a 10,19%. Una differenza del 1% che però a lungo termine può fare un bel po’ di differenza!
| Retribuzione lorda annua | Contributo dell’azienda | Contributo del lavoratore | Totale lordo |
|---|---|---|---|
| Fino al massimale (circa €120.607)¹ | 23,82 % | 9,19 % | 33,01 % |
| Oltre massimale² | 23,82 % | 10,19 % | 34,01 % |
Contributi pensione obbligatoria – Conclusioni
Abbiamo visto che quando si parla di contributi per la pensione obbligatoria la questione non è affatto facile. Ogni regime fiscale e ogni professione ha le sue regole. Le 4 casistiche principali sono:
- Artigiani e Commercianti a Partita IVA (a regime ordinario e forfettario)
- Professionisti senza Ordine a Partita IVA per con Gestione Separata INPS (a regime ordinario e forfettario)
- Professionisti con Ordine professionale a Partita IVA
- Lavoratori dipendenti
In questo articolo ho cercato di darti una panoramica di tutte le casistiche e di tutte le regole che stanno dietro la definizione di quei numerini che spesso vedi sputati fuori dal tuo commercialista o dal tuo datore di lavoro.
Non voglio però che lo scopo di questo articolo venga frainteso. Questa non è una guida che si vuole sostituire a fonti più autorevoli come l’INPS o il tuo commercialista di fiducia. Vuole invece essere un riassuntone dei concetti fondamentali che utilizzeremo nei prossimi articoli. Sono letteralmente impazzito per trovare tutte le informazioni, per riassumerle e presentarle in un modo comprensibile a un “non commercialista”, quindi se pensi che questo articolo ti sia stato utile non c’è modo migliore di ringraziarmi per questa fatica se non condividendolo con i tuoi amici (che immagino non ne capiscano molto di queste cose, o almeno è così per i miei amici) ed iscrivendoti alla newsletter.
Sei un lavoratore dipendente e stai pensando di fare il passaggio alla Partita IVA. O sei una Partita IVA e vuoi diventare dipendente? Confronta lo stipendio grazie ai fogli di calcolo che ho messo a tua disposizione gratis!








