Contributi obbligatori PENSIONE: quanto devo pagare?

vecchio ricco Tasse

Dimmi chi sei e che tipo di regime fiscale usi, e ti dirò quanto dovrai pagare


Ogni figura professionale e ogni regime fiscale ha le sue regole quando si parla di contributi per la pensione obbligatoria. In vista degli articoli che arriveranno in futuro su confronti e strategie per migliorare la gestione fiscale ho deciso di creare questo articolo. In questo articolo potrai trovare una risposta a questa domanda chiave:

Quanti contributi devo versare?

Che tu sia un dipendente o una partita IVA a regime forfettario, o una partita IVA a regime ordinario non fa differenza. In questo articolo riuscirai a trovare la risposta a questa domanda.

Prima di proseguire devi sapere che la contribuzione per la pensione per dipendenti e professionisti è suddivisa in 4 grandi aree:

  • contributi per la pensione di Artigiani e Commercianti
  • contributi per la pensione di professionisti privi di Albo o Ordine
  • contributi per la pensione di professionisti con Albo o Ordine
  • contributi per la pensione di lavoratori dipendenti

Per le partite IVA spesso c’è anche una differenza nel trattamento se utilizzi il regime ordinario o il regime forfettario. In questo caso la descrizione inizierà con il la contribuzione pensionistica obbligatoria per il regime ordinario e poi entrerà nello specifico del caso del regime forfettario. Sono partito dal regime ordinario proprio perché spesso le condizioni applicate al regime forfettario dipendono da quelle applicate al regime ordinario.

Visto che immagino che tu sia qui per valutare solamente il tuo caso, e non tutti quanti, ti consiglio di utilizzare la tabella dei contenuti per saltare direttamente al caso che ti interessa.

Contributi obbligatori per la pensione da Artigiano e Commerciante

Se sei un commerciante o un artigiano a partita IVA devi iscriverti alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS.

I contributi pensionistici obbligatori nel caso di artigiani e commercianti sono legati ad una quota minima da versare indipendentemente dal fatturato. Questa quota è poi aumentata secondo 2 scaglioni a seconda del fatturato.

Questo sistema viene definito “a minimale e massimale” perché applicando questo approccio si crea di fatto una quota minima ed una quota massima di contribuzione.

Quindi se il tuo reddito è molto molto basso ti troverai a dover pagare la rata minima.

Se il tuo reddito è molto molto alto invece ti troverai a dover pagare la rata massima.

Chi stabilisce quale reddito è alto e quale è basso? L’INPS. Ogni anno infatti l’INPS aggiorna i minimali e i massimali in base a parametri che non ci interessano. Insieme ai massimali e i minimali, l’INPS aggiorna anche le quote di contribuzione dovute da coloro che ricadono nel mezzo.

Ti riassumo qui sotto quali sono i massimali ed i minimali per il 2021 con i limiti che definiscono anche le fasce intermedie di contribuzione .

Artigiani

Contributo minimo: 3.836€

Contributo massimo: 19.333€

Aliquota prima fascia di reddito: 24,00%

Aliquota seconda fascia di reddito: 25,00%

Fascia di redditoContributo obbligatorio Artigiani
fino a 15.953€3.836€ 
da 15.953€ a 47.379€3.836€ + 24,00%* (reddito-15.953€)
da 47.143€ a 78.965€11.378€ + 25,00%*(reddito-47.143€)
Oltre 78.965€19.333€
Ref. pensionielavoro.it

Solo nel caso di lavoratori sotto i 22 anni le quote sono leggermente più basse.

Commercianti

Contributo minimo: 3.850€

Contributo massimo: 19.345€

Aliquota prima fascia di reddito: 24,09%

Aliquota seconda fascia di reddito: 25,09%

Fascia di redditoContributo obbligatorio Commercianti
fino a 15.953€3.850€ 
da 15.953€ a 47.143€3.850€ + 24,09%* (reddito-15.953€)
da 47.143€ a 78.965€11.364€ + 25,09%*(reddito-47.143€)
Oltre 78.965€19.345€
Ref. pensionielavoro.it

Solo nel caso di lavoratori sotto i 22 anni le quote sono leggermente più basse.

Sconto contributi obbligatori Regime Forfettario Artigiani e Commercianti

Se sei un artigiano o un commerciante che ha scelto la partita IVA a regime forfettario hai diritto ad uno “sconto” sui contributi obbligatori INPS. Grazie a questa agevolazione i tuoi contributi verranno ridotti del 35%.

Su quale reddito vengono calcolati i contributi?

Come abbiamo visto in questo articolo di approfondimento sui regimi della partita IVA, il reddito di una partita IVA a regime forfettario viene calcolato moltiplicando il fatturato per il coefficiente di redditività (che dipende dal tuo codice ATECO). 

Facciamo un esempio:

Matteo fattura 50.000€ con una una p.IVA che fa riferimento al “Commercio all’ingrosso e al dettaglio” a cui corrisponde un coefficiente di redditività del 40%. Il reddito su cui Matteo dovrà pagare i contributi INPS sarà pari a 50.000*0,4=20.000€.

Già che ci siamo portiamo avanti l’esempio e calcoliamo i contributi obbligatori per la pensione in regime forfettario. Usiamo la tabella dei commercianti. Usiamo la seconda fascia (da 15.953€ a 47.143€) e troviamo che la quota di contribuzione è pari a: 4.824€ [ formula: 3.850€ + 24,09%* (20.000€-15.953€) ]. Attento però: abbiamo appena detto che nel caso di regime forfettario la quota è ridotta del 35%. Di conseguenza Matteo dovrà pagare 3.135€ [4.824€*0,65] di contributi per la pensione.

Contributi obbligatori per la pensione per Lavoratori Autonomi senza cassa

Regime ordinario

I lavoratori autonomi senza cassa sono tutti quei lavoratori che lavorano in maniera indipendente e svolgono un’attività non regolamentata da un Albo Professionale.

Tutti questi lavoratori devono iscriversi alla Gestione Separata INPS, ossia un fondo pensionistico dedicato appunto a tutti i professionisti che non hanno un Albo professionale quindi neanche una cassa previdenziale riservata.

Se ricadi in questa categoria sei tenuto a versare alla Gestione Separata INPS una determinata percentuale del tuo reddito. Per il 2021 questa percentuale è pari a:

34,23%per collaboratori e figure assimilate non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL
33,72%per collaboratori e figure assimilate non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL
25,98%per professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie
24,00%per professionisti o collaboratori titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria

Questi contributi sono totalmente a tuo carico. In alcuni casi però puoi “scaricare” una parte di questi costi sui tuoi clienti inserendo in fattura una voce “Contributo INPS” che ti permette di fare un ricarico del 4% e pagare in parte questi contributi.

Attento però: come per i commercianti e gli artigiani, esiste un minimale e un massimale sulle contribuzioni pensionistiche. Chiunque abbia un reddito al di fuori del range 15.953€ – 103.055€ sarà costretto a pagare:

  • il minimale, se si trova al di sotto di 15.953€
  • il massimale se si trova al di sopra dei 103.055€

Vediamo quindi i minimali ed i massimali in funzione delle aliquote dei contributi per la gestione separata INPS:

Aliquota di riferimentoContribuzione minimaContribuzione massima
34,23%5.461€35.276€
33,72%5.379€34.750€
25,98%4.145€26.774€
24,00%3.829€24.733€
Ref. fattureincloud.it

In realtà i minimali non costituiscono un vincolo fisso. E’ possibile infatti versare anche meno. In questo caso però non verrà considerato un intero anno di contribuzione ma solamente un numero di mesi proporzionale alla quota versata.

Regime Forfettario

Nel caso lavoratore a partita IVA in regime forfettario iscritto alla Gestione Separata INPS la quota di contribuzione per la pensione è fissa ed è pari a 25,72%.

Come nel caso precedente questa quota non va applicata sul fatturato ma sul reddito. Di conseguenza per calcolare quanto effettivamente vada pagato per la gestione separata INPS bisogna applicare il coefficiente di redditività corrispondente al tuo codice ATECO.

Facciamo un esempio. Matteo gestisce le campagne marketing per le società, la sua attività ha un coefficiente di redditività del 78% e fattura 50.000€. Il suo guadagno forfettario è pari a 39.000€ [50.000€*0,78] e di conseguenza dovrà pagare alla gestione separata INPS 10.030€ [39.000€*0,2572].

Contributi obbligatori per Professionisti con cassa autonoma

I professionisti che appartengono a categorie riunite in Albi o Ordini sono tenuti a versare i contributi pensionistici alle proprie Casse di previdenza.

Ingegneri, geometri, notai, avvocati, architetti, medici, infermieri ecc… Tutte queste figure hanno una loro Cassa autonoma. Se sei dell’ambiente quasi sicuramente ne hai anche già sentito parlare. Ti riassumo qui sotto le principali casse ed i professionisti che ne fanno parte.

CASSA FORENSEAvvocati e Procuratori
CASSA NOTARIATONotai
CIPAGGeometri
CNPADCDottori Commercialisti
CNPRRagionieri e periti commerciali
ENASARCOAgenti e rappresentanti di commercio
ENPABBiologi
ENPACLConsulenti del lavoro
ENPAFFarmacisti
ENPAMMedici
ENPAPPsicologi
ENPAPIInfermieri professionali
ENPAVVeterinari
EPAPPluricategoriale
EPPIPeriti Industriali
INARCASSAIngegneri e Architetti
INPGIGiornalisti
Ref. INPS

Ciascuna di queste casse adotta delle politiche differenti quindi il modo migliore per avere informazioni dettagliate, aggiornate e precise è contattare la tua cassa di riferimento. Ad ogni modo può essere interessante riassumere e confrontare a spanne le quote richieste dalle varie casse. Infatti la maggior parte delle casse adottano 4 diversi tipi di contributi:

  • un contributo soggettivo calcolato in percentuale sul reddito netto 
  • un contributo integrativo, variabile da un 2% a un 5% da calcolare sul volume d’affari
  • un contributo di maternità, stabilito in cifra fissa
  • un contribuzione modulare, facoltativa e non presente in tutte le Casse, stabilita in cifra fissa o in percentuale sul reddito professionale netto dichiarato.
CASSACONTRIBUTO SOGGETTIVOCONTRIBUTO INTEGRATIVOCONTRIBUTO FACOLTATIVO
CASSA DEL NOTARIATO42%
CASSA FORENSE14,50%15% dal 20214%1% – 10%
CIPAG15%5%
CNPADC12%4%1% – 100%
CNPR15%4%fino al 25%
ENASARCO16%NPNP
ENPAB15%4%2% – 10%
ENPACL12%4%multipli di € 500,00
ENPAFpredeterminatopossibilità contribuzione doppia/tripla
ENPAM12,5%19,5% dal 2021
ENPAP10%2%
ENPAPI16%4%
ENPAV12,50%2%2% – 14%
EPAP15%4%12%, 14%, 16%, 18%
EPPI17%4%fino al 9%
INARCASSA14,50%4%1% – 8,5%
INPGI gestione separata10%2%minimo 5%
Ref. infoprevidenza.it

Attento: come per gli Artigiani ed i Commercianti anche per molte di queste Casse esistono delle convenzioni per i giovani sotto una determinata soglia di età, così come dei minimali e dei massimali di contribuzione.

Purtroppo, per i professionisti con Albi e Ordini che utilizzano il regime forfettario nella maggior parte dei casi non ci sono sconti per il calcolo dei contributi pensionistici.

Contributi obbligatori per la pensione da Lavoratore Dipendente

La pensione obbligatoria di un lavoratore dipendente è funzione del reddito lordo annuo: più guadagna il lavoratore maggiore sarà l’importo dovuto per la contribuzione obbligatoria. Dell’importo dovuto, una parte di  è a carico del datore di lavoro ed una parte è a carico del lavoratore.

  • 23,81% a carico azienda 
  • 9,19% a carico del lavoratore

Cosa significa questo per te che sei lavoratore dipendente? Se sei un lavoratore dipendente sappi che ogni mese ti verrà sottratto il 9,19% (circa un decimo) del tuo stipendio come forma di contribuzione per la tua pensione.

Facciamo un esempio pratico per capire meglio: Matteo lavora come ingegnere civile dipendente in un ufficio di progettazione e guadagna 3.000€  lordi al mese. Di questi 3000€ una parte andrà destinata alle tasse (secondo le aliquote INPS) e circa 300€ andranno destinati appunto alla pensione obbligatoria.

Contemporaneamente anche il tuo datore di lavoro dovrà versare all’INPS dei contributi a tuo nome. Questi contributi ammontano a circa 715€ (3000€*0,2381). Un bel po’ di soldi che ti risparmi. Soldi che non vedi mai ma che un giorno scoprirai di avere in qualche modo da parte.

Prima di chiudere c’è un altro appunto da fare. Per tutti i lavoratori dipendenti che percepiscono più di 47.379€ lordi all’anno il contributo obbligatorio per la pensione non è pari al 9,19% ma a 10,19%. Una differenza del 1% che però a lungo termine può fare un bel po’ di differenza!

Retribuzione lorda annuaContributo dell’aziendaContributo del lavoratoreTotale
fino a 47.379€23,82%9,19%33%
oltre 47.379€23,82%10,19%34%
Ref. pensionielavoro.it

Contributi pensione obbligatoria – Conclusioni

Abbiamo visto che quando si parla di contributi per la pensione obbligatoria la questione non è affatto facile. Ogni regime fiscale e ogni professione ha le sue regole. Le 4 casistiche principali sono:

  • Artigiani e Commercianti a Partita IVA (a regime ordinario e forfettario)
  • Professionisti senza Ordine a Partita IVA per con Gestione Separata INPS (a regime ordinario e forfettario)
  • Professionisti con Ordine professionale a Partita IVA
  • Lavoratori dipendenti

In questo articolo ho cercato di darti una panoramica di tutte le casistiche e di tutte le regole che stanno dietro la definizione di quei numerini che spesso vedi sputati fuori dal tuo commercialista o dal tuo datore di lavoro.

Non voglio però che lo scopo di questo articolo venga frainteso. Questa non è una guida che si vuole sostituire a fonti più autorevoli come l’INPS o il tuo commercialista di fiducia. Vuole invece essere un riassuntone dei concetti fondamentali che utilizzeremo nei prossimi articoli. Sono letteralmente impazzito per trovare tutte le informazioni, per riassumerle e presentarle in un modo comprensibile a un “non commercialista”, quindi se pensi che questo articolo ti sia stato utile non c’è modo migliore di ringraziarmi per questa fatica se non condividendolo con i tuoi amici (che immagino non ne capiscano molto di queste cose, o almeno è così per i miei amici) ed iscrivendoti alla newsletter.

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