Apri la bussola delle lettere ed è lì ad aspettarti… una busta bella cicciotta.
Nel tuo cuore già lo sai, ma speri fino all’ultimo che non sia lei.
Invece è proprio lei: la bolletta dell’energia dell’ultimo trimestre.
Speri che le tecniche di risparmio che hai letto su Chatgpt ad inizio stagione abbiano funzionato e che il conto non sia troppo salato.
E invece.. sbam.
30% in più dello scorso anno.
Il punto è che non tutte le bollette si alzano perché stai consumando di più.
Spesso i costi si alzano a causa di elementi che non sono legati necessariamente a quanto hai effettivamente consumato.
Prima di cambiare abitudini quindi vale la pena fermarsi un attimo e chiedersi:
“Sto pagando il giusto per come uso davvero casa mia?”
In questo articolo partiamo proprio da qui. Dalle tecniche meno ovvie di “consuma di meno”, ma che impattano veramente sul costo totale della bolletta.
Metodo 1: riduci la potenza impegnata
La potenza impegnata è la quantità massima di elettricità che puoi usare in casa nello stesso momento senza far scattare il contatore.
La potenza impegnata è uno di quegli elementi che si decidono un po’ a caso quando si rinnova il contratto con il fornitore luce, per poi dimenticarsi completamente.
Magari all’inizio sembrava una scelta prudente: “meglio stare larghi, così non salta il contatore”.
Il problema è che quella prudenza ha un costo che paghi ogni mese, indipendentemente da quanta energia consumi.
In pratica, puoi anche essere diventato il massimo esperto di ottimizzazione dei consumi di elettricità, ma continuerai comunque a pagare come se vivessi in una casa molto più energivora.
La potenza impegnata infatti non è legata ai kWh che usi, ma a una quota fissa della bolletta.
Questo significa che:
- la paghi anche quando consumi zero,
- la paghi in ogni singola bolletta
Ed è proprio per questo che è una delle prime cose da controllare.
A questo punto potresti chiederti: “Come faccio a sapere se ho scelto correttamente la potenza impegnata?”.
Qui non servono tabelle o calcoli complicati. Basta osservare la tua quotidianità.
Se il contatore:
- non salta praticamente mai
- regge senza problemi anche quando usi più elettrodomestici insieme (prova per esempio con il classico test: asciugacapelli + forno)
è molto probabile che tu abbia più potenza del necessario.
Questo succede spesso a chi vive da solo o in coppia, non ha un piano a induzione e non usa grandi carichi contemporaneamente.
Se ti trovi in questa situazione è probabile che tu abbia ampi margini di risparmio.
Se invece la luce salta solo raramente, potresti pensare di modificare leggermente le tue abitudini per evitare che la luce salti. Per esempio potresti far in modo di evitare di accendere contemporaneamente gli elettrodomestici più energivori.
Qui sotto trovi una tabella degli elettrodomestici che consumano di più:
| Elettrodomestico | Potenza media (W) |
|---|---|
| Asciugatrice | 2.000–3.000 W |
| Forno elettrico | 2.000–2.500 W |
| Phon | 1.500–2.200 W |
| Piano a induzione (1 zona) | 1.500–2.000 W |
| Ferro da stiro | 1.500–2.000 W |
| Lavastoviglie | 1.200–2.200 W |
| Scaldabagno elettrico | 1.200–2.000 W |
| Lavatrice | 500–2.000 W |
| Condizionatore | 700–2.000 W |
| Microonde | 800–1.500 W |
| Computer fisso | 300–600 W |
| Congelatore | 100–250 W |
| Frigorifero | 100–300 W |
| Televisore LED | 80–200 W |
| Console / decoder | 10–200 W |
| Laptop | 50–100 W |
| Lampadina LED | 5–15 W |
| Router / modem | 8–15 W |
Ridurre la potenza impegnata è uno di quei cambiamenti “silenziosi” che ha un impatto minimo sulla tua vita quotidiana, ma che può farti risparmiare decine se non centinaia di euro ogni anno sulle bollette.
È una di quelle ottimizzazioni che una volta fatte danno i frutti, mese dopo mese, senza richiedere ulteriori sforzi.
Metodo 2: analizza la bolletta ed elimina i costi inutili

Molti aprono la bolletta solo per una cosa: il totale da pagare. È comprensibile, ma è anche il motivo per cui tanti sprechi passano inosservati.
Una bolletta, in realtà, è un insieme di voci diverse. Alcune voci sono inevitabili (costi fissi). Altre voci invece sono extra.
Con il tempo tra offerte, rinnovi automatici e cambi di fornitore, è facile ritrovarsi a pagare:
- servizi accessori che non ci si ricorda nemmeno di aver attivato
- costi fissi più alti della media
Il problema è che, prese singolarmente, queste voci sembrano innocue. Qualche euro qua, qualche euro là, ma sommandole, mese dopo mese, anno dopo anno, finiscono per pesare parecchio.
Il calcolatore qui sotto ti permette di stimare l’impatto delle spese ricorrenti considerando quanto avresti potuto guadagnare mettendo a rendita quei soldi.
Come vedi, anche piccole somme con una frequenza elevata possono avere un grande impatto sul lungo termine!
Cosa vuol dire questo?
Oltre che sui consumi, devi concentrarti anche su
- quote fisse
- costi di commercializzazione
- servizi aggiuntivi o opzionali inutilizzati
Se trovi qualcosa che non sapresti spiegare a un’altra persona, è già un buon segnale che quella voce merita la tua attenzione.
Attenzione però.
Molte persone cambiano fornitore inseguendo uno sconto iniziale o un bonus di benvenuto. Fanno piacere, sia chiaro, ma attenzione ai costi totali nel lungo termine!
All’inizio le nuove condizioni sembrano un affare. Nel medio periodo, il risparmio si riduce fino ad azzerarsi. Nel lungo termine diventa sconveniente.
Metodo 3: cambia fornitore
Cambiare fornitore è spesso visto come la soluzione per abbassare le bollette.
Ed in molti casi è effettivamente così!
Però bisogna stare attenti. Non basta guardare la singola voce. Come abbiamo visto nel metodo precedente, bisogna considerare molti aspetti.
Parti dalle tue abitudini e in base a queste definisci le caratteristiche che il servizio deve avere.
Hai i pannelli solari e fotovoltaici e consumi principalmente durante il giorno? Probabilmente i consumi saranno relativamente bassi. Dovrai quindi stare attento ai costi fissi.
Sei fuori casa tutto il giorno e utilizzi luce e gas solo la sera? Probabilmente ha senso scegliere la tariffa bioraria.
Devi considerare tutti questi aspetti quando sottoscrivi un nuovo contratto luce e gas!
Invece cosa succede in molti casi?
Molti cambi nascono da:
- uno sconto iniziale
- un bonus di benvenuto
- una telefonata convincente
Il risultato è che si guarda solo al primo mese o ai primi tre, ignorando ciò che conta davvero: il costo complessivo nel tempo.
Spesso succede questo:
- promo interessante all’inizio
- tariffe molto convenienti con prezzo fisso, ma per un periodo
- tariffe che diventano meno convenienti scaduto questo periodo
Il risparmio svanisce, ma il contratto resta.
Quando valuti un cambio, la domanda non dovrebbe essere “quanto risparmio subito?”, ma: “Quanto mi costa questa tariffa su base annua, con i miei consumi reali?”
Questo significa guardare:
- il prezzo dell’energia
- la quota fissa
- eventuali servizi inclusi (e se ti servono davvero)
- la durata delle condizioni
Se una tariffa è buona solo finché dura la promozione, probabilmente non è una buona tariffa.
Riassumendo quindi cosa fare?
Analizza le tue abitudini di consumo e cerca il fornitore con l’offerta più conveniente per le tue abitudini! Ora probabilmente penserai: “grazie al cavolo”. Come faccio a individuare e a confrontare queste offerte?
Ecco che servizi come Switcho, che ci ha supportato nella realizzazione di questo articolo, acquistano molto senso.
Switcho è il servizio 100% gratuito per risparmiare sulle spese di luce, gas, telefonia, assicurazione e mutuo. Grazie ad un’analisi personalizzata della situazione di partenza, Switcho suggerisce eventuali offerte migliorative e gestisce tutta la burocrazia dello switch.
Metodo 4: evita le bollette stimate e i conguagli “a sorpresa”

Uno dei motivi per cui molte persone hanno la sensazione di pagare bollette imprevedibili è semplice: non stanno pagando quello che consumano davvero.
Le bollette stimate sono ancora molto più diffuse di quanto si pensi. Il problema non è solo che la stima possa essere sbagliata, ma è anche una questione di pianificazione.
Per lungo tempo magari pensi di star pagando poco su luce e gas. Ti confronti con gli amici e ti vanti di quanto poco stai pagando.
Poi arriva il giorno della lettura e del conguaglio et voilà. Risparmi vaporizzati e botta di centinaia di euro da pagare!.
Il risultato è una sensazione costante di disordine: mesi “leggeri” seguiti da mesi inspiegabilmente pesanti. Non riesci a capire come mai i costi delle bollette non c’entrano niente con quanto effettivamente consumi. In altre parole: è impossibile capire se le tue abitudini di risparmio abbiano effettivamente un impatto.
Cosa puoi fare dunque nella pratica?
La prima cosa da verificare è se i consumi indicati in bolletta sono:
- rilevati
- autoletti
- stimati
Se vedi spesso la parola “stimato”, è un segnale chiaro che stai perdendo controllo sul flusso delle spese.
Fare regolarmente l’autolettura (quando richiesta) non serve a risparmiare energia, ma serve a riportare ordine: paghi quello che consumi, quando lo consumi.
Avere dei dati precisi e aggiornati può aiutarti a capire se:
- c’è un elettrodomestico difettoso che consuma più del dovuto,
- c’è una perdita (soprattutto sull’acqua),
- c’è un impianto non più efficiente
- puoi migliorare effettivamente le tue abitudini di utilizzo
Ecco perché eliminare le stime è una forma di prevenzione, non solo di controllo.
Metodo 5: scegli la tariffa oraria in base ai tuoi utilizzi
Molti contratti prevedono tariffe biorarie o multiorarie, ma la scelta viene spesso fatta in modo automatico, senza chiedersi se sia davvero adatta al proprio stile di vita.
Il punto è che non esiste una tariffa “migliore” in assoluto. Esiste la tariffa che si adatta bene alle tue abitudini di consumo dell’energia.
C’è l’idea diffusa che la tariffa bioraria faccia sempre risparmiare. In realtà funziona solo se una parte significativa nelle fasce a prezzo più basso.
(La tariffa bioraria è una tariffa dell’energia in cui il prezzo cambia in base all’orario, costando meno la sera, nei weekend e nei festivi, e di più durante il giorno.)
Esempio di tariffa bioraria per l’elettricità:

Se invece la maggior parte dei consumi avviene durante il giorno, la tariffa bioraria può diventare un boomerang.
Non serve un foglio Excel. Basta osservare una settimana tipo.
Chiediti:
- quando fai lavatrici e lavastoviglie?
- quando cucini di più?
- quando sei effettivamente in casa?
Se la risposta è “quasi sempre nelle ore diurne”, probabilmente una tariffa monoraria è più adatta. Se invece concentri diversi consumi la sera o nel weekend, allora la bioraria può avere senso.
Una volta scelta la tariffa giusta, ha senso spostare solo alcuni carichi, non stravolgere la vita:
- lavatrice e lavastoviglie
- eventuale boiler elettrico
- ricariche o cicli programmabili
Qui il risparmio non nasce dal “fare meno”, ma dal fare le stesse cose in momenti leggermente diversi.
Ed è proprio questo il filo conduttore di tutte le tecniche avanzate di risparmio sulle bollette: non sacrificio, ma allineamento tra contratto, impianto e le tue abitudini reali.
Metodo 6: ottimizza il riscaldamento

Segreto numero 1 per il riscaldamento: usalo il meno possibile.
Eh grazie. Quando si parla di riscaldamento, il consiglio più diffuso è sempre lo stesso: “abbassa di un grado” o “utilizzalo il meno possibile”.
Non è sbagliato. Ma forse non è l’approccio migliore.
Il vero spreco spesso sta nel modo in cui fai lavorare l’impianto di riscaldamento..
Molti impianti sono regolati in modo poco efficiente:
- temperature di mandata troppo alte
- accensioni e spegnimenti continui
- orari non coerenti con la vita reale in casa
Tutto questo porta a consumare di più senza migliorare il comfort.
Un riscaldamento che lavora in modo più costante, con temperature ben regolate, spesso consuma meno di uno che viene acceso e spento di continuo “per risparmiare”.
Paradossalmente, spegnere tutto e riaccendere spesso:
- fa lavorare la caldaia in modo più aggressivo,
- aumenta i picchi di consumo,
- riduce l’efficienza complessiva
Cosa puoi fare dunque?
La risposta è programmare il riscaldamento al meglio.
Inizia accendendo il riscaldamento solo quando sei in casa e spegnendolo quando sei fuori. Magari per un maggior confort fallo partire da remoto un po’ prima. Così quando entri in casa c’è già una temperatura confortevole.
Ugualmente, spegni o abbassa il riscaldamento di notte. Numerose statistiche hanno evidenziato che temperatura migliore per dormire la notte è tra 15°C e 19°C, con una media ottimale di circa 18°C.
Per ottimizzare quindi potresti spegnere o iniziare ad abbassare il riscaldamento con un po’ di anticipo rispetto all’ora in cui ti metti a letto. In questo modo la casa si rinfresca piano piano e tu risparmi sulla bolletta!
Ricorda infatti, i grandi salti di temperatura non fanno bene al tuo portafoglio!
Questo vale sia per la temperatura reale, che nel settaggio del termostato Infatti accendere il riscaldamento a cannone impostando una temperatura molto alta non aiuta a scaldare più in fretta. Non fai altro che sovraccaricare il sistema!
Infine, c’è un errore molto diffuso: accendere e spegnere il riscaldamento “a sensazione”, solo quando si ha freddo. In realtà, questo porta spesso a consumare di più, perché l’impianto lavora a scatti e con picchi di potenza. Una programmazione semplice ma stabile, con abbassamenti nelle ore giuste, è quasi sempre più efficiente.
Metodo 7: fai piccoli interventi “strutturali” solo dove il ritorno è maggiore
Quando si parla di risparmio energetico, spesso si passa subito a soluzioni costose o invasive:
- pannelli solari
- pannelli fotovoltaici
- pompe di calore…
In realtà, non serve rifare casa per ottenere risultati discreti. Bastano piccoli interventi mirati, fatti nei punti giusti.
Vediamo alcuni esempi di piccoli interventi che possono portare un risparmio decisamente superiore rispetto al loro costo. In finanza si direbbe: gli investimenti che hanno il ritorno sull’investimento (ROI) più alto.
Alcuni esempi di interventi che hanno un ottimo rapporto costo/beneficio:
- valvole termostatiche, se hai un impianto centralizzato o poco regolabile;
- cronotermostati programmabili, soprattutto se gli orari di casa sono regolari;
- Sostituire guarnizioni e aggiungere para-spifferi
Questi piccoli interventi non solo riducono i consumi, ma possono anche migliorare il comfort e l’esperienza di utilizzo!
Metodo 8: elimina i consumi invisibili

Piccoli parassiti che si annidano in ogni angolo.
Sono i consumi che “non si vedono” perché non sono legati ad un utilizzo vero e proprio. Ed è proprio questo che li rende così subdoli.
Parlo di:
- stand-by
- alimentatori sempre collegati
- lucine led
- piccoli schermi
- dispositivi di domotica e smart home
Presi singolarmente sembrano irrilevanti. Somma tutti i dispositivi, tutto il giorno, tutti i giorni. Ecco che possono fare la differenza a lungo termine.
Secondo alcune stime i consumi da apparecchi in standby possono pesare per circa 8%-10% della bolletta annuale. Parliamo di oltre 200 kWh e circa 65 € all’anno per una famiglia media.
Il problema è che questi consumi sono invisibili:
- non li associ a un’azione precisa
- non li percepisci come uno spreco
- non li colleghi mai direttamente alla bolletta
Quindi è difficile accorgersi di questi costi!
Cerchiamo una soluzione minimo sforzo, massima resa per questi costi.
La soluzione è abbastanza semplice. Potresti installare una ciabatta temporizzata o con un semplice interruttore e raggruppare tutti i dispositivi che funzionano insieme.
Così in un attimo puoi accendere e spegnere tutto il sistema in un sol colpo!
- TV + decoder + stereo + console di gioco
- modem e ripetitori
- Smart home e caricabatterie
15 euro di ciabatta e sei a posto per la vita!
Quanto puoi risparmiare (senza stravolgere la tua vita)
La parte interessante di tutte queste strategie è che non richiedono sacrifici continui.
Gran parte del risparmio arriva da:
- Riduzione dei costi fissi
- contratti più coerenti con le tue necessità
- impianti che lavorano meglio
In molti casi, risparmiare sulle bollette non vuol dire ridurre i consumi, ma smettere di pagare per cose inutili.
Ed è proprio questo il tipo di risparmio più sano: quello che libera risorse senza peggiorare la qualità della vita.
Conclusione
Risparmiare sulle bollette non significa trasformarsi in un maniaco del risparmio. Significa semplicemente riallineare quello che paghi con quello che usi veramente..
Se c’è un messaggio da portare a casa è questo:
Solo alla fine si pensa a “sacrifici” come temperature più basse e riduzione forzata dei consumi.
Prima si analizzano le proprie necessità, poi si sistemano i settaggi degli strumenti, si interviene su “quick e easy win” come ciabatte con pulsante e isolamenti efficienti. Poi si passa a interventi più impattanti come il cambio del contratto di fornitura.
Per questo ti invito nuovamente a scoprire Switcho, il servizio che ti aiuta ad individuare le migliori offerte su luce e gas e molto altro. Invia una foto della tua bolletta e lascia che Switcho la analizzi per individuare le migliori offerte in base alle tue abitudini di consumo!









