Portafoglio di ETF “0 pensieri”

Portafoglio di ETF 0 pensieri

Stai pensando di creare un portafoglio di ETF e non sai cosa metterci dentro. Ti sei informato, hai un po’ di soldi e vorresti provare ad investire, ma non hai tempo di fare mille ricerche ed analisi? Allora ti propongo questa soluzione “0 pensieri”, facile veloce e intuitiva.

NOTA: questo non vuole dire che dobbiate applicarla alla cieca. Se state pensando di applicare questa soluzione, prima informatevi un po’ ed assicuratevi di essere consci dei rischi che si corrono investendo!

Vi consiglio quindi di passare prima da questo articolo e poi proseguire. (ci vogliono 3 minuti a leggerlo quindi non avete scuse).

Ok ora dovreste avere un’idea un po’ più precisa di quello che state facendo. E se mi state mentendo e non l’avete letto tornate indietro di 4 righe.

pappagallo ETF, Mercati, PAC

Visto che ora l’avete letto tutti possiamo continuare ed andare al sodo.

Strategia di investimento

Veniamo alle ipotesi fatte per studiare questo portafoglio:

  • semplicità nella creazione e gestione
  • costi bassi
  • orizzonte temporale lungo (>10 anni)
  • no esposizione geografica
  • investimento minimo 100 euro
  • propensione al rischio media-variabile

La strategia utilizza 2 ETF ad accumulazione:

  1. iShares Core MSCI World UCITS ETF USD (Acc)
  2. Amundi ETF J.P. Morgan GBI Global Government Bonds UCITS ETF DR

Il primo riproduce l’indice del mercato globale dei 23 paesi più sviluppati.mentre il secondo è un ETF che riproduce i rendimenti delle obbligazioni di stati sviluppati di tutto il mondo con scadenza variabile.

L’idea di fondo è che il primo ci permetterà di guadagnare nelle fasi espansive del mercato mentre il secondo crescerà (si spera) in maniera più lenta ma stabile, smorzando le inevitabili discese del mercato.

Il bello di questa strategia è che non dovrete preoccuparvi se la Cina sta crescendo del 76651651% o gli Stati Uniti stanno ritornando all’età della pietra perché i titoli all’interno degli ETF verranno ribilanciati automaticamente dal gestore del fondo (Blackrock, Amundi ecc ecc) per tenere in conto questi eventi.

TOP!

un piccolo passo per un uomo ETF, Mercati, PAC

Definiti i prodotti, ci rimane da capire quanto e come investire.

Struttura del portafoglio

E’ arrivato il momento di parlare di quel bel grafico a torta che vi fanno sempre vedere in banca, che fa molto investitore professionista.

Sfortunatamente il prezzo da pagare per un portafoglio semplificato è che il vostro grafico non sarà bello come il loro.

Questo grafico serve per definire la distribuzione degli asset nel vostro portafoglio. Come facciamo a definire le percentuali? La regola generale è che maggiore è la componente azionaria maggiore è rischio ma anche il possibile guadagno.

Se siete disposti a rischiare abbastanza e siete certi di essere in grado di resistere dal liquidare tutto anche nei momenti di perdita potete adottare la seguente regola:

Mantenete una percentuale obbligazionaria pari alla vostra età.

Per esempio, un 30enne potrebbe detenere il 30% del suo portafoglio nel ETF obbligazionario ed il 70% in quello azionario. Un 60enne, 60%obbigazionario e 40%azionario. Se avete più di 100 anni, beh congratulazioni, però vi sconsiglio di investire!

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Se invece volete andarci un po’ più cauti aumentate del 10% , del 20% o del 30% la componente obbligazionaria in base a quanto vi sentite pronti a rischiare da 1 a 3.

Con questa formula man mano che gli anni passano quindi la strategia ci costringerà ad aumentare la componente obbligazionaria rendendo il nostro portafoglio più resiliente in caso di fasi ad alta volatilità in prossimità del momento di liquidare il portafoglio.

Quando comprare

Ok abbiamo il nostro portafoglio!

Ma quando si compra??

Quello che vi consiglio di fare è un PAC, Piano di Accumulo, in cui ogni tot, ex ogni mese, investite una somma predeterminata, ex 100 euro. Questo vi permette di evitare di dover pensare al market timing, ossia di entrare nel momento migliore per ottimizzare i risultati. All’opposto c’è l’investimento con lumped sum che consiste nell’investire tutto in unica tranche. Ovviamente in questo caso avrete minori costi e “meno pensieri”, sempre che non crollino i mercati il giorno dopo. Immaginate di aver investito tutto sul picco prima del crollo di marzo. Non vi si prospetta un bel scenario no?!

Crollo degli ETF di marzo 2020

Quindi diciamo che in generale vi consiglio il PAC.

La “fregatura”

Eh si purtroppo non possiamo lasciare il nostro portafoglio abbondato la suo destino. Ogni 6 mesi circa dovremo fare quella cosa chiamata ribilanciamento del portafoglio. Ossia assicurarci che le percentuali di allocazione degli asset siano rispettate. Questo è anche fondamentale per comprare BASSO e vendere ALTO, proprio quello che ci aspettiamo da una strategia vincente! Quindi attenetevi alla strategia e ribilanciate ogni 3, 4, 6 mesi!

Alternative al “Portafoglio 0 pensieri”

In alternativa a questo portafoglio di ETF potete scegliere un ETF multi-asset. Un ETF gestito attivamene che include al suo interno ETF azionari e ETF obbligazionari e in alcuni casi anche ETC sulle materie prime.

Il gestore dell’ETF sceglie in maniera attiva in che proporzioni inserire queste asset class. Quindi di fatto costruisce un portafoglio di investimento che può essere adatto ad utenti poco esperti o che non vogliono perdere troppo tempo per studiarsi un portafoglio su misura.

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